Il dibattito sul conflitto in Ucraina non si tiene, ma gli organizzatori negano pressioni esterne
A Firenze si accende la discussione dopo la cancellazione di un incontro pubblico previsto in un circolo Arci del quartiere Il Girone, che avrebbe visto protagonista lo storico Angelo D’Orsi in un confronto dedicato alla politica internazionale e ai possibili scenari di pace.
L’iniziativa, dal titolo “Quale politica internazionale per una pace giusta e duratura”, era pensata come un momento di dibattito aperto, con la partecipazione – poi non concretizzatasi – di un esponente del Partito Democratico, tra gli invitati figurava anche Gianni Cuperlo.
La comunicazione della cancellazione
Secondo quanto riferito dallo stesso D’Orsi, la sospensione dell’evento sarebbe stata comunicata tramite una mail inviata da un volontario del circolo organizzatore, nella quale si faceva riferimento a una polemica sorta attorno all’iniziativa e alle posizioni dello storico sulla guerra in Ucraina e sulla Russia.
Nella comunicazione si accennava inoltre a contestazioni provenienti da ambienti politici di sinistra, con un riferimento al Partito Democratico, circostanza che ha contribuito ad alimentare la polemica pubblica sulla natura della decisione.
Le ricostruzioni e le smentite informali
La vicenda ha rapidamente assunto una dimensione politica. Da un lato, D’Orsi ha parlato di un episodio che si inserisce in una più ampia difficoltà nel mantenere spazi di confronto su temi internazionali particolarmente sensibili.
Dall’altro, fonti politiche locali del centrosinistra hanno respinto l’idea di pressioni dirette o di un intervento organizzato da parte del partito o dei suoi dirigenti, precisando che la mail inviata al professore non sarebbe riconducibile agli organismi ufficiali del circolo.
Il caso arriva in Consiglio comunale
La questione è stata sollevata anche in Consiglio comunale a Firenze dal consigliere civico di sinistra Dmitrij Palagi, che ha espresso perplessità sulla cancellazione dell’incontro e ha sottolineato l’importanza di garantire spazi di discussione anche su posizioni differenti.
Il caso ha riaperto il dibattito più ampio sulla gestione degli eventi pubblici e sulla difficoltà, in particolare su temi legati al conflitto in Ucraina, di mantenere un confronto aperto tra posizioni divergenti senza che intervengano tensioni politiche o organizzative.
L’evento riprogrammato
Dopo la cancellazione, l’incontro è stato successivamente riproposto in un’altra sede con il supporto di Ottolina TV, secondo quanto riferito dagli organizzatori, mantenendo l’impostazione originaria di confronto sui temi di politica internazionale.
Alessandro Manna

