Mobilitazione contro le politiche USA e a sostegno delle lotte antimperialiste
Questa mattina davanti al Centro di Produzione RAI di Napoli, in via Guglielmo Marconi a Fuorigrotta, si è svolto un presidio politico a sostegno del popolo cubano e delle forze rivoluzionarie latinoamericane. L’iniziativa ha visto la partecipazione di militanti e organizzazioni, in primis l’Associazione Italia-Cuba, partito dei Carc, Rete dei comunisti, partito comunista italiano, Anpi, Potere al Popolo che hanno denunciato le politiche degli Stati Uniti nei confronti di Cuba, Venezuela e di altri paesi dell’area caraibica e sudamericana.
Nel corso del presidio è stata espressa una netta critica all’azione dell’imperialismo statunitense, indicato come responsabile di pressioni economiche, politiche e militari contro gli Stati che non si allineano ai propri interessi strategici. Secondo questa lettura, Cuba, insieme a Venezuela e ad altre esperienze politiche dell’America Latina, rappresenterebbe un punto di resistenza rispetto a un sistema internazionale basato su rapporti di forza e dominio economico.
I partecipanti hanno inoltre richiamato il ruolo storico delle mobilitazioni popolari nel continente latinoamericano, sottolineando come in diverse fasi della storia recente si siano sviluppati movimenti di opposizione alle élite locali e ai governi sostenuti da potenze straniere. L’area viene descritta come uno spazio attraversato da conflitti sociali e politici profondi, in cui si confrontano progetti alternativi di trasformazione della società e assetti politici legati agli interessi occidentali.
Nel corso dell’iniziativa è stata espressa solidarietà al Partito Comunista Cubano, al governo dell’Avana e alla popolazione dell’isola, considerata un riferimento simbolico e politico per i movimenti comunisti e operai a livello internazionale. Cuba viene indicata come esempio di resistenza di lungo periodo, capace di sopravvivere a isolamento economico e pressioni esterne, così come altre esperienze storiche citate nel dibattito politico internazionale del movimento.
Secondo gli organizzatori, l’esperienza cubana avrebbe un valore politico che va oltre il contesto nazionale, diventando un elemento di confronto per le lotte sociali nei paesi capitalisti avanzati. In questa prospettiva, viene ribadita l’idea che il cambiamento strutturale nei paesi occidentali sia una condizione necessaria per l’estensione di processi di trasformazione sociale su scala globale.
Alessandro Manna
