Oggi lo scontro non è tra Nord e Sud, ma tra i Centri e le Periferie, tra generazioni che hanno usufruito di sicurezza e lavoro e i giovani, che vedono nella neo schiavitù e nel livore del precariato il solo destino che gli abbiamo lasciato
Una sinistra snob ossessionata dalla luce della ribalta di una presunta contrapposizione Nord/Sud e, invece, afona sui temi dell’abbandono è puramente ornamentale. La vera contrapposizione oggi è di Classe, perché i degradi di Scampia sono gli stessi di molte periferie dell’anima di questo paese. Super alienazioni create da una anomala sinistra thatcheriana che devasta la nostra Costituzione da un trentennio. Riabilitare ora, agli occhi della base, questi sinistri rosa confetto o sindacati confindustriali, in merito a velleitarie e tardive battaglie di opposizione è la più sciagurata strategia che si possa immaginare, che porterà la sinistra Comunista e diversamente Comunista oltre che allo zero elettorale, anche allo zero termico. L’Autonomia Differenziata è, nei fatti, già realtà ed è stata certamente orchestrata e impostata da poteri forti che non sono ascrivibili al duo Salvini& Meloni.
I Ponti Rossi, invece, oltre ad essere il quartiere dove vive il mio maestro, hanno anche un nome evocativo del compito che spetta a ciascuno di noi per non disperdere il nostro patrimonio poetico. Fa niente che traspare la malinconia del ‘900: rielaborare l’idea Comunista passa anche dalla nostalgia. Quella per i caschi gialli dell’Italsider che facevano tremare il Rettifilo: ascensore sociale unico irripetibile per il Sogno Operaio napoletano, che portava la plebe fangosa e malarica ad essere Consapevole, Imbattibile, Cittadina. Quella per Le Lotte Agrarie, che hanno creato i presupposti di uno sviluppo Umano che ha pochi eguali nel mondo. Faro e guida di movimenti dei Senza Terra di mezzo pianeta. Quella per la Resistenza, per la Montagna Partigiana che, oltre alla guerra al fascismo, ha forgiato una generazione di tenerezza, di sviluppo, di empatia con gli Ultimi. Oggi lo scontro non è tra Nord e Sud, ma tra i Centri e le Periferie, tra generazioni che hanno usufruito di sicurezza e lavoro e i giovani, che vedono nella neo schiavitù e nel livore del precariato il solo destino che gli abbiamo lasciato. Lo scontro è tra i venti milioni di poveri, quasi poveri o a rischio povertà, è una borghesia ostaggio di informazioni false, di difesa di privilegi, di una spartizione della ricchezza che farebbe infuriare il più agguerrito pensatore liberale del passato.
Scampia terra lontana. Ostaggio di cliché triti, di una napoletanità fatta di cuoppi fritti e baby killer. Ostaggio di una classe dirigente, quella della nostra città, tra le più cupe e arraffatrici del mondo occidentale. Si occupano le case per disperazione, per mancanza di Lavoro, perché la città è diventata un alberghetto squallido per turisti famelici di calamite cinesi a 0,50 centesimi. Si rimane sospesi in un senso di oppressione, dove le distanze tra queste periferie e i rispettivi centri, diventano oceani di silenzio, sopruso, malaffare. Proprio ieri giravano sui social le ingerenze elettorali di alcuni CAF napoletani: un popolo costretto con la mano davanti, nel quale anche il voto è elemosina.
Ponti Rossi che portino quel poco che resta dell’intelligenza Comunista a tornare sui temi della Esclusione, della Sofferenza e della Guerra. Altrimenti si cade nel solito gioco della poltrona perduta, dove abbiamo già dato prova inconfutabile di una mediocrità strategica, oltre che politica. Le ultime venti, forse trenta elezioni sono state lo spettacolo del ridicolo, dove anche noi base dimenticavamo sigle e presunti salvatori della patria che, di volta in volta, ci hanno condotto verso un obblio struggente, totale, circolare proprio perché alle disfatte elettorali sommava un non so che di patetico e demenziale.
Se la Falce e Martello è simbolo obsoleto, inventiamo una Falce e Rubinetto che possa rappresentare una nuova idea di Comunismo. Scollegata a certe rigidità ideologiche, ma capace di reiventare quei Ponti Rossi, unici strumenti politici che possono disegnare strategie comuni e Lotte autentiche. La Falce, come simbolo di Lavoro, ma anche di ambiente, di cibo, di armonia sociale. Il rubinetto come simbolo di Bene Comune, di Servizi, di Diritti di Cittadinanza. Piangere i morti serve a poco, se non si cerca una strada per i vivi.
Luca Musella
