I carabinieri hanno ascoltato i quattro amici presenti al momento dell’agguato, tutti coetanei della vittima, per chiarire se l’attacco fosse diretto a qualcuno di loro oppure se Ascione sia stato vittima di un errore. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella di una vendetta legata a una lite recente
Un ragazzo di vent’anni, Fabio Ascione, è stato assassinato nelle prime ore del mattino a Ponticelli, quartiere orientale di Napoli, in quello che sembra un agguato con modalità tipiche della criminalità organizzata. La vittima, senza precedenti penali e non legata ad ambienti criminali, si trovava in compagnia di alcuni amici davanti al bar Lively in via Miranda quando due uomini a bordo di un’auto si sono avvicinati. Il passeggero ha aperto il fuoco, colpendo Ascione al torace.
Nonostante il tempestivo intervento dei familiari e il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale evangelico Betania, il giovane è deceduto a causa di un arresto cardiaco provocato dal colpo di pistola. «Era un ragazzo tranquillo, lavorava e non aveva problemi con la legge», ricorda la cugina Martina. «Non meritava di morire così, soprattutto se non aveva scelto certe strade che altri hanno preso».
I carabinieri hanno ascoltato i quattro amici presenti al momento dell’agguato, tutti coetanei della vittima, per chiarire se l’attacco fosse diretto a qualcuno di loro oppure se Ascione sia stato vittima di un errore. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella di una vendetta legata a una lite recente.
Il quartiere di Ponticelli, da tempo teatro di tensioni tra clan locali, vede contrapposti i De Micco detti Bodo, i De Martino soprannominati “XX” e i De Luca Bossa, con il boss storico Antonio, detto “O’Sicc”. Dopo gli arresti dei Sarno, il controllo dello spaccio di droga e dei racket sugli alloggi popolari è diventato terreno di scontro aperto tra le famiglie criminali, talvolta con l’uso di esplosivi per intimidire i rivali.
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, procede tra difficoltà: in via Miranda non sono presenti telecamere di sorveglianza. Gli uomini dell’Arma stanno quindi setacciando i negozi della zona per raccogliere immagini che possano ricostruire l’esatta dinamica dell’agguato e identificare i responsabili.
Ciro Crescentini

