Il Desk
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
Il Desk
No Result
View All Result

Dal primo Pride alla Palestina: “nessuna liberazione senza giustizia”

Redazione by Redazione
2 Luglio 2025
in Attualità, Napoli, Notizie correlate
0

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il documento politico dell’assemblea pubblica Napoli Pride

In data 25 giugno 2025 alle ore 16 si sono riuniti in assemblea pubblica C/O il Salone “Federico” al 1° Piano della sede CGIL Napoli di Via Toledo n° 353, per discutere il rilancio politico e le modalità di attraversamento del Napoli Pride del 5 luglio 2025 diverse realtà organizzate, associazioni, collettivi, militanti e dirigenti politici, militanti e dirigenti sindacali.

Dopo ampia discussione fra i presenti si è deciso unitariamente di inviare al Comitato organizzatore del Napoli Pride, al Sindaco del Comune di Napoli, in qualità di coorganizzatore, al Presidente della Regione Campania e agli organi di stampa, il seguente documento politico.

Il primo Pride fu rivolta! Da anni non condividiamo la trasformazione capitalistica dei Pride che nel tempo ne ha sempre più sminuito il valore di rivendicazione politica riducendolo a Format e/o a Brand commerciali. Anche se abbiamo sempre preso parte ad ogni parata, parallelamente abbiamo provato a contrastare l’utilizzo di sponsor rilanciando quella che per noi è una manifestazione di popolo e popolare, di lotta e di rivendicazioni politiche attraverso i nostri contributi, attraverso i corpi sfruttati e le storie di oppressione vissute dalle nostre sorelle e dai nostri fratelli, dalle nostre compagne e dai nostri compagni.

Abbiamo più volte posto l’accento sulla necessità di costruire democraticamente un movimento unito e intersezionale, “sporcandoci le mani” di lavoro, di solidarietà, di resistenza e senso di responsabilità, ma mai di “sangue” nè dando spalla a chi mostrasse vicinanza a chi supporta dinamiche e politiche di violenza e oppressione!

Quotidianamente restiamo saldi ai valori dell’antifascismo, dell’anticamorra, della pace, della solidarietà, del disarmo in un’ottica internazionalista nella convinzione che disertare una piazza possa essere senza dubbio un modo per costruire percorsi alternativi, che mai contrasteremo, ma allo stesso tempo significa lasciare la mobilitazione priva di confronto e conflitto pacifico e democratico.

Il Pride è Pride se non ha padroni, se non ha personalismi, il Pride significa prima di tutto essere contro tutte le forme di oppressione e al fianco di chi resiste e mette in primo piano il proprio corpo produttivo e privo di diritti!

Il 29 Ottobre 2024 in preparazione della 31a Conferenza Mondiale che si sarebbe tenuta a Città del Capo, in Sudafrica, ILGA WORLD ha sospeso temporaneamente “The Aguda”, organizzazione LGBTQIA+ israeliana e ha ritirato la candidatura di Tel Aviv come possibile sede della prossima conferenza mondiale 2026/2027, in quanto ritenuta in violazione degli obiettivi e delle finalità di ILGA World stabiliti nel loro Statuto (3.1 e 3.2). ILGA World è la Federazione Internazionale delle Associazioni LGBTQIA+ a cui è associato Arcigay. La decisione di espulsione e ritiro della candidatura è stata assunta soprattutto basandosi sul “rainbow/pinkwashing” del Governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu, accusato di usare i diritti LGBTQIA+ per migliorare la propria immagine, mentre ormai da più di un anno è in corso il genocidio della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, al fine di oscurare la sua linea geopolitica in Medio Oriente. Oltre 100 organizzazioni sulle 400 aderenti ad ILGA hanno presentato petizioni di solidarietà rafforzando il movimento globale <> che è accanto alle compagne e ai compagni palestinesi e che combatte con loro per la decolonizzazione e contro ogni forma di oppressione, passando dallo slogan <> a quello attuale, che condividiamo e rilanciamo al Pride di Napoli <>.

Facciamo nostre le rivendicazioni della resistenza palestinese perchè siamo convinti che non sia possibile esercitare e rivendicare i diritti LGBTQIA+ se non si ha alcun diritto, a partire da quello all’esistenza e all’autodeterminazione di un popolo. Le persone Queer di Gaza esistono e stanno subendo, come tutti, lo stesso embargo e la stessa apartheid messa in atto dal governo israeliano che limita l’accesso a risorse essenziali come cibo, acqua, internet, sanità, trasporti ed elettricità. Ricordiamo che l’omotransbilesbofobia la ritroviamo, anche se in misure diverse, nelle politiche di Orban, di Trump, di Erdogan, di Meloni e nel resto del mondo.

I palestinesi queer combattono per i loro diritti come persone queer accanto alla loro libertà di essere palestinesi.
Anche i “femminelli” napoletani conquistarono maggiore fiducia nella popolazione, come sempre amiamo ricordare, nelle vesti di partigiani e a sostegno dei partigiani liberando Napoli dal nazifascismo! Un’occupazione militare, violenta e coloniale o suprematista che sia, non può che foraggiare climi interni ed esterni di omolesbobitransfobia che è necessario contrastare con ogni mezzo a disposizione.
Oscurare la questione palestinese, la loro quasi centenaria oppressione e il genocidio in atto non solo rischia di normalizzare tali atti, ma può perfino giustificarli. Per questi motivi continueremo a decostruire la narrazione del rainbow washing israeliano, delle aziende e nel mondo.

Proprio perchè le destre e le dittature nel mondo hanno molto in comune con la repressione patriarcale, eterosessuata, machista, colonialista, capitalista, fascista e quotidiana alla quale resistiamo e reagiamo contrapponendo i nostri corpi, non possiamo fare a meno ed esimerci dal discutere dell’utilizzo della guerra come misura economica per ridefinire confini e contrapposizioni.

Alcune associazione LGBTQIA+ hanno preso parte alla manifestazione del 15 marzo “Una piazza per l’Europa”, nella quale si discuteva anche dell’utilizzo di 800 Miliardi e l’aumento della percentuale del PIL nazionale da destinare alla produzione di armi. Le associazioni, con un intervento della Presidente delle Famiglie Arcobaleno, hanno contrastato duramente l’utilizzo dei soldi ai fini del riarmo. Infatti, si ribadisce la necessità, ancora una volta, di stanziarli a sostegno del welfare e delle politiche sociali. In caso contrario siamo sicuri che significherebbe continuare ulteriormente a tagliare:

  • ambulatori di medicina di genere;
  • ambulatori di MTS;
  • fondi per case rifugio e accoglienza di personə LGBTQIA+;
  • finanziamenti su Prep e Pep;
  • eventuali integrazioni e richieste in merito ai percorsi di affermazione di genere;
  • fondi per i progetti a cascata sui vari territori;
  • politiche internazionali;
  • fondi per la ricerca;
  • trasporto pubblico.

Pertanto non siamo disponibili ad essere le vittime di quel sistema che definanzia la sanità pubblica e quindi diminuisce di fatto l’accesso a diritti fondamentali attraverso consultori e ambulatori o che isola le persone fisicamente e socialmente perchè non investe nelle reti di trasporto locale lasciando scollegate le periferie alle città più grandi e di prossimità.

Giuseppe Di Vittorio, in uno dei suoi discorsi a margine della guerra mondiale, diceva: “In diretto legame con tutti questi compiti più strettamente sindacali […] abbiamo da condurre la lotta per la difesa della libertà e della democrazia, che sono minacciate dall’offensiva reazionaria scatenata dai grandi industriali, dai grandi agrari e dal loro governo. Dobbiamo inoltre portare un contributo decisivo alla difesa della pace”.

Saremo in piazza anche per la pace sì, ma in una piazza dove si chiede di non aumentare la spesa in armamenti per poi tagliarci ancora diritti e nella quale la pace sia perseguita attraverso le politiche diplomatiche e quelle per il disarmo.

Nel frattempo la società evolve, si tramuta nel tessuto sociale, economico e culturale, va avanti nonostante l’arretratezza delle discussioni e senza tenere conto del sistematico e programmato blocco del confronto politico.
Le analisi dei bisogni cambiano aspetto, si arricchiscono e nessuno è pronto. E’ fondamentale, nonché strategico, in questa società e in questo mercato del lavoro sempre più globalizzato, proprio in virtù delle grandi migrazioni climatiche, socioeconomiche, professionali oppure a causa delle restrizioni e delle limitazioni dei diritti umani in molti paesi, così come a causa dell’ escalation dei conflitti, tenere presente dei bisogni multidimensionali specifici delle persone, mettere in campo azioni di lobbying, di advocacy e di compaining che abbiano un approccio intersezionale allargando le alleanze fra enti, organizzazioni, associazioni, comitati, collettivi e società civile.
Tutto ciò tenendo presente che esiste una differenza sostanziale fra equità ed uguaglianza; che mettere in atto un approccio intersezionale significa percorrere la strada giusta per lottare contro le discriminazioni multiple, contro l’aumento delle disuguaglianze all’interno delle disuguaglianze e contro l’aumento delle oppressioni all’interno dell’oppressione; che l’imposizione della classificazione razziale, di genere, di classe, di identità e orientamento sessuale, di buona salute della popolazione è di per sé la colonizzazione dei corpi e dei diritti strettamente connessa al patriarcato.

Comprendere come le diverse forme di discriminazione agiscono per opprimere, continuare e aumentare le disuguaglianze sociali nella società, sul posto di lavoro e nelle scuole è uno strumento idoneo a costruire una società scevra dalla discriminazione, dall’oppressione e di pace. Per questo dovremmo affrontare collettivamente cosa significa associare la complessità, la fluidità, la trasversalità dei corpi alla partecipazione e alla costruzione della piattaforma politica e della parata del Pride. Vivere nella complessità non è un tema, le nostre vite da Napoli a Gaza non sono un tema da disperdere nel macrocosmo lasciandole invisibili nè merce da vendere a sponsor che finanziano guerre e colonizzazioni a causa di difficoltà politiche, culturali, confessionali, di visione e di consenso di qualcuno. Le persone LGBTQIA+ vengono oppresse ogni giorno, ogni attimo materialmente, fisicamente, psicologicamente, lavorativamente e non consentiremo che muoiano lentamente, nel silenzio e nell’isolamento.

Pertanto riteniamo che:

  • sia irricevibile che a circa 10 giorni dalla parata non sia stata pubblicata la piattaforma politica del Pride di Napoli;
  • non richiedere anche questo anno il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti, vista l’azione politica e repressiva del governo Trump nei confronti delle persone LGBTQIA+, sia stato un atto politico significativo;
  • sia irricevibile qualsiasi posizione che non riconosca il movimento internazionale di <>;
  • nessun soggetto singolo o organizzato che abbia sostenuto il rainbow washing del governo Netanyahu in maniera diretta, indiretta o in senso familistico possa essere portavoce del Napoli Pride;
  • nell’interesse pubblico debba essere ristabilita la dimensione collettiva e isolata qualsiasi forma di personalismo e/o rivendicazioni padronale della manifestazione ponendo l’accento sui sistemi di potere e monopoli creati negli anni;
  • siano riconoscibili, come interlocutori credibili, solo le associazioni che abbiano condannato sin dal principio con fermezza l’opposizione a ogni forma di guerra e occupazione condannando il genocidio in corso a Gaza;
  • siano sostenibili coloro che, in un contesto di violenza sistemica e di oppressione, abbiano condannato eventi come il Pride di Tel Aviv perchè rappresenta, a maggior ragione oggi, una forma di strumentalizzazione politica e di rainbow washing da parte dello Stato israeliano, che utilizza la visibilità LGBTQIA+ per coprire gravi violazioni dei diritti umani;
  • siano apprezzabili coloro che si sono dissociati sin dal primo momento da ogni narrazione che contribuisca a normalizzare o legittimare l’occupazione e la violenza, ribadendo il proprio impegno a favore della giustizia sociale, della pace e della liberazione di tutte le soggettività oppresse;
  • debbano essere valorizzati, rappresentando il Napoli Pride, coloro che hanno espresso di essere dalla parte dei corpi in lotta, contro tutte le guerre, ovunque nel mondo;
  • non accettare sponsor quali Coca Cola, Starbucks e Avio, multinazionali che finanziano guerre e colonizzazione, sia un primo passo verso una direzione più giusta;
  • il Comune di Napoli, in qualità di coorganizzatore del Pride Park e della manifestazione del Napoli Pride, debba applicare e faccia attraversare con coerenza l’approvazione della mozione votata in Consiglio comunale in merito al riconoscimento della Palestina come Stato sovrano e democratico;
  • la Regione Campania, che patrocina il Napoli Pride, debba compiere un atto politico di coerenza interrompendo i rapporti politici ed economici con il Governo israeliano così come avvenuto nelle regioni Puglia, Toscana ed Emilia Romagna;
  • debba essere bandita dalla discussione politica l’argomentazione secondo la quale contrastare lo sterminio sistematico dei palestinesi sia un’ argomentazione che sostiene matrici antisemite, matrici che nei contesti reali condanniamo. Non è antisemitismo quando si citano dati quali: 60.000 palestinesi uccisi, fra i quali 20.000 bambini, 13.000 donne e sicuramente anche persone LGBTQIA+ – condannare la distruzione del sistema sanitario palestinese – bombardare le ambulanze – parlare di 1.5 milioni di sfollati – porre l’attenzione sui 43.000 orfani – 2.900 professionisti sanitari uccisi – 218 giornalisti trucidati – 115 operatori umanitari massacrati – 127.000 feriti gravi fra i quali migliaia di persone disarticolate ;
  • debba essere circoscritta e isolata l’azione politica dell’associazione “Italia Israele” se avalla rainbow washing e la colonizzazione delle terre palestinesi;
  • si debba condannare fermamente l’operato repressivo del governo Meloni contro le Famiglie Arcobaleno e i figli delle Famiglie Arcobaleno, contro le persone che intraprendono percorsi di affermazione di genere, contro le donne e fino al Ddl Sicurezza, che rappresenta un pericolo reale di trasformazione in provvedimenti anti-pride proprio come nell’Ungheria di Orban;
  • si debba condannare ogni forma di violenza e guerra e che ci sia l’immediata cessazione delle ostilità, il pieno rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale!

Infine, lanciamo sin da subito la proposta di istituire sin da settembre un’assemblea permanente con l’intento di costruire un percorso democratico, pubblico e aperto a tutti verso il Napoli Pride 2026.

Ci vediamo il 5 luglio in piazza per la lotta, la resistenza e l’emancipazione di tutte le persone LGBTQIA+, contro il genocidio e a difesa dei palestinesi LGBTQIA+ che subiscono una doppia oppressione, armati di tante bandiere rainbow, bandiere della pace e bandiere palestinesi contro chi opprime, per chi resiste!

FIRMATARI:

  • Mario Zazzaro CGIL Nuovi Diritti Napoli e Campania
  • Giancarlo Nobile componente attivo UAAR Napoli
  • Carmela Smaldone Presidente Agedo Napoli
  • Francesco Garzillo Psicologo Psicoterapeuta PhD Gender Studies
  • Stefania Notarloberti sindacalista e attivista Rainbow
  • Elena Tramontano sindacalista e militante LGBTQIA+
  • Tiziana Cifiello sindacalista e militante LGBTQIA+
  • Antonella Di Matteo Dj e militante LGBTQIA+
  • Associazione Transessuale Napoli
  • UDU Napoli
  • Rete degli Studenti Medi
  • Fridays For Future Napoli
  • Laboratorio Ecologista Autogestito ClimaX
  • FALASTIN HURRA
  • Giovanni Caccavale militante LGBTQIA+
  • Carlo Arcamone militante LGBTQIA+
  • Andrea Morniroli Forum Disuguaglianze Diversità
  • AMIGAY APS Associazione Medicina Italiana Good As You
  • Mariano Gallo Priscilla Drag

(firme autografe omesse ai sensi dell’art. 3 D.to. leg.vo nr. 39/1993)

Tags: documento politico assemblea pubblica napoli pridePalestinapride
Previous Post

Cassa Edile di Napoli, cala il silenzio sulla truffa

Next Post

Pnrr, conto alla rovescia tra ritardi e squilibri: la corsa finale a un anno dalla scadenza

Next Post
Pnrr, conto alla rovescia tra ritardi e squilibri: la corsa finale a un anno dalla scadenza

Pnrr, conto alla rovescia tra ritardi e squilibri: la corsa finale a un anno dalla scadenza

🕐 Aggiornato il: 02/07/2025 alle 13:43

Le news in evidenza

  • Travaglio a DiMartedì: “Cipriani e Minetti vogliono far chiudere Il Fatto Quotidiano” 10 Giugno 2026
  • Agnano, la strada della vergogna: buche, incidenti e pneumatici distrutti ogni giorno. Ma le istituzioni di Napoli dove sono? 10 Giugno 2026
  • Perquisizioni a Firenze contro attivisti del partito dei Carc: “colpita la libertà di denuncia politica” 10 Giugno 2026
  • Città della Scienza, i lavoratori lanciano l’allarme: “servono garanzie sul futuro della Fondazione Idis” 10 Giugno 2026
  • Terzo Settore e giustizia minorile: esce “Spiega la Vela”, il volume dedicato ai percorsi di rinascita dei giovani fragili 10 Giugno 2026
  • Amalfi 839AD, il musical storico torna all’Arsenale | 12-14 giugno 10 Giugno 2026

ILDESK è una testata giornalistica registrata

Direttore responsabile Ciro Crescentini. Registrata presso il Tribunale di Napoli n.32 dell’ 08/07/2013. Editore Immediate Media Srl – P.iva 05656330650 Contatti: [email protected]

  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Copyright

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.