Una delle due vittime accertate nell’esplosione è stata intanto identificata. Si chiama Vincenzo Martinelli, 51 anni, residente a Prato, originario di Napoli
Ancora tragedie e omicidi sul lavoro. Ancora lavoratori che non torneranno a casa stasera e no rivedranno i loro familiari. E’ di due morti, tre dispersi e ventisei feriti il bilancio, ancora provvisorio, dell’esplosione avvenuta oggi presso il deposito di carburanti Eni di Calenzano, in provincia di Firenze. Secondo una prima ricostruzione, l’esplosione sarebbe avvenuta durante le fasi di carico del carburante all’interno di un’autocisterna. Lo scoppio avrebbe poi coinvolto anche gli altri mezzi in sosta. Per capire con precisione cosa sia accaduto, il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, ha nominato tre consulenti, alcuni medici legali e ha delegato a fare gli accertamenti carabinieri, vigili del fuoco e tecnici dell’Arpat.
Quando le fiamme sono state domate e l’incendio è stato spento, la Prefettura di Firenze ha intanto dichiarato cessato l’allarme. Arpat, dopo le opportune verifiche, ha quindi comunicato che non ci sono rischi per la salute nell’area.
Oltre ai 9 feriti accompagnati con le ambulanze presso gli ospedali della zona (dei quali due gravi), altre 17 persone si sono poi presentate in maniera autonoma in strutture ospedaliere per cure mediche in seguito all’esplosione, rende noto la Prefettura.
Il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani, ha intanto proclamato due giorni di lutto cittadino, oggi e domani. “La comunità di Calenzano – ha dichiarato il sindaco Carovani – è scossa e profondamente addolorata da quanto accaduto. Siamo vicini alle famiglie delle vittime e alle persone ferite e abbiamo deciso di dichiarare lutto cittadino in segno di rispetto. Ringrazio il sistema di Protezione civile, i Vigili del fuoco, i sanitari, le forze dell’ordine e tutti i soggetti coinvolti nei soccorsi e attendiamo le prossime ore per capire l’esatta dinamica dell’evento. L’area interessata dall’incidente è classificata nel Piano di protezione civile comunale come impianto considerato a rischio di incidente rilevante, che prevede un Piano di emergenza esterno coordinato dalla Prefettura, come è accaduto stamani”.
Mercoledì prossimo, 11 dicembre, sarà quindi giornata di lutto regionale in Toscana per le vittime dell’esplosione, ha annunciato il presidente della Regione, Eugenio Giani. “Le bandiere degli edifici della Regione saranno esposte a mezz’asta per l’intera giornata e verranno listate a lutto”, ha spiegato il presidente Giani che invita gli enti locali e agli enti decentrati dello Stato aventi sede in Toscana ad aderire alla giornata di cordogli.
“Sono in contatto costante con il Centro Operativo Nazionale dei Vigili del Fuoco e con il comando di Firenze per seguire gli sviluppi dell’esplosione di questa mattina a Calenzano. Sul posto stanno operando 10 squadre di Vigili del Fuoco dei comandi della regione Toscana che stanno domando l’incendio ed effettuando rilievi anche attraverso l’utilizzo dei droni. Alle famiglie delle vittime porgo le mie più sincere condoglianze. Ai feriti auguro una pronta guarigione e una rapida ripresa”, quanto afferma intanto il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco.
Una delle due vittime accertate nell’esplosione è stata intanto identificata. Si chiama Vincenzo Martinelli, 51 anni, residente a Prato, originario di Napoli che risulta essere un conducente di un’autocisterna. Resta ancora da identificare l’altro morto accertato mentre mancano all’appello tre persone.
Oltre alla vittima identificata, si cercano quindi un operaio originario di Catania di 57 anni, un operaio originario della provincia di Novara di 49 anni, un operaio nato in Germania ma di origini italiane di 45 anni e un operaio nato a Matera di 45 anni. Stavano tutti guidando le autocisterne.
La colonna di fumo provocata dall’esplosione è stata visibile dai comuni vicini e anche da Firenze. Il boato, udito a km di distanza, avrebbe provocato nelle vicinanze la rottura dei vetri di alcuni edifici industriali. Sul posto il sistema regionale di emergenza sanitaria, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine, come ha fatto sapere via social il presidente della Toscana Giani.
“È una giornata terribile per la Toscana. Sono qui sul posto a Calenzano ed esprimo profondo cordoglio alle famiglie delle vittime. L’intervento di tutto il sistema regionale della Toscana con i Vigili del Fuoco è stato immediato e tempestivo evitando la propagazione ad altri depositi. Ringrazio di cuore i nostri soccorritori sanitari sui mezzi e negli ospedali che si stanno prendendo cura dei feriti, il sistema di Protezione Civile Regionale attivato fin da subito, Vigili del Fuoco e Forze di Polizia per il grande lavoro di soccorso, spegnimento e ricerca dispersi”, ha poi scritto sui social il governatore.
La Procura di Prato, competente per territorio, aprirà “un procedimento penale per appurare le eventuali responsabilità penali” per “l’esplosione, con conseguente incendio e danneggiamento del deposito Eni di Calenzano”, ubicato in via Erbosa n. 27, e degli edifici circostanti, “che ha prodotto la morte di due persone e il ferimento di nove, due dei quali trovano in condizioni molto gravi”. Lo comunica il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, con una nota.
A seguito dello spegnimento delle fiamme operato dai vigili del fuoco, spiega il procuratore Tescaroli, “l’impianto è stato posto in sicurezza” e un sostituto procuratore ha curato il sopralluogo e “coordinato le indagini sin dai primi momenti”. “Allo stato è possibile evidenziare che al momento dell’esplosione erano presenti diverse autobotti parcheggiate all’altezza degli stalli di approvvigionamento del carburante”, precisa il comunicato.
La Procura di Prato ha coinvolto nelle indagini i militari del comando provinciale dei carabinieri di Firenze e “ha nominato alcuni medici legali e tre consulenti tecnici per accertare le cause dell’esplosione”. “Abbiamo richiesto l’intervento dell’Arpat e dell’Asl Toscana Centro per evidenziare i profili di possibile responsabilità sul luogo teatro dell’esplosione”, ha aggiunto Tescaroli.
Cgil, Cisl e Uil proclamano sciopero generale provinciale
Dopo l’esplosione, Cgil Firenze, Cisl Firenze Prato e Uil di Firenze hanno proclamato uno sciopero generale provinciale di 4 ore (fine turno) per mercoledì 11 dicembre con manifestazione (ore 14:30-16:30) in una area a Calenzano da definire.
Cgil, Cisl, e Uil di Firenze, si legge in un comunicato congiunto dei tre sindacati, esprimono “dolore per la tragedia, cordoglio per le vittime, vicinanza ai feriti e ai familiari, gratitudine verso i soccorritori, oltre a tanta rabbia per quello che è successo; siamo di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro con dimensioni e risvolti ancora da capire su vari fronti. Quello che è successo è inaccettabile, attendiamo il lavoro degli inquirenti per fare luce sulle modalità di quanto accaduto. Senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita“.

