Note di Seta, in viaggio nella chiesa dei santi Filippo e Giacomo

L’evento sabato: alcuni celebri brani della musica partenopea faranno respirare l’atmosfera popolare dei vicoli del centro antico dal Seicento, l’epoca d’oro per l’Arte della Seta

NAPOLI – La chiesa dei SS. Filippo e Giacomo, situata lungo il Decumano inferiore (Spaccanapoli) del centro antico di Napoli, sarà oggetto di una visita guidata teatralizzata a cura dell’Associazione culturale NarteA. L’evento, che si terrà sabato 7 novembre alle 19, dal titolo “Note di Seta”, intende non solo illustrare sul piano artistico il valore di tale edificio di culto (non conosciuto, purtroppo, da moltissimi napoletani) ma allo stesso tempo ricostruire la storia dell’Arte della Seta a Napoli. Tale corporazione, esistente in città già dall’XI secolo nella sede di via Parrettieri al Mercato, fu trasferita sul finire del XVI secolo in un complesso di proprietà del principe di Caserta posto all’incrocio tra il cosiddetto “vico di casanova” e via San Biagio dei Librai: qui fu costituito in primo luogo un conservatorio per figlie povere ed orfane di membri della medesima Arte mentre, in secondo, l’attuale chiesa come esito della fusione di due preesistenti luoghi di culto dedicati rispettivamente a Santa Maria delle Vergini e a San Silvestro. Al di là dei due ordini di colonnine e paraste all’ingresso, eco dello stile architettonico seicentesco di Borromini, tutti gli elementi principali sul piano decorativo e strutturale, ancora oggi visibili, appartengono agli interventi settecenteschi coordinati da Gennaro Papa: di Giuseppe Sanmartino, l’autore del celeberrimo Cristo Velato della Cappella Sansevero, le statue dei due santi eponimi Filippo e Giacomo nelle nicchie della facciata, mentre nel presbiterio gli stessi due soggetti sono dipinti in una tela di Jacopo Cestaro. Sempre al periodo barocco sono ascrivibili il pavimento maiolicato, dell’officina dei fratelli Massa, e le acquasantiere, opera di Domenico Antonio Vaccaro.
La visita-spettacolo di NarteA , in collaborazione con l’Associazione Respiriamo Arte, dopo un’iniziale esegesi storico-artistica del monumento (mal restaurato purtroppo in alcune parti dopo il sisma del 1980) che interesserà anche un ipogeo scoperto di recente sotto l’altare della chiesa, condurrà successivamente i presenti in un affascinante viaggio di suoni e voci: le note di alcuni celebri brani della musica partenopea, riprodotte dalle cantanti Marianita Carfora e Serena Pisa e dal chitarrista Marco D’Acunzo, faranno respirare l’atmosfera popolare dei limitrofi vicoli del centro antico dal Seicento, l’epoca di Masaniello, in cui l’Arte della Seta avrebbe vissuto il suo momento d’oro, sino ai giorni nostri. Nelle parole di Erika Quercia, presidente di NarteA, i motivi alla base di questo suggestivo itinerario culturale: “Si dice che dove le parole finiscono, inizia la musica. E sicuramente non si può dire di conoscere a pieno un luogo se non si è in grado di fischiettarne canzoni e motivi che ne hanno fatto parte . Inoltre, questo luogo di Napoli merita di essere valorizzato e promosso in modo particolare proprio per le sue peculiarità storiche e artistiche che la distinguono”.

Angelo Zito

(Foto Associazione Culturale Nartea)

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