Ferro di cavallo, simbolo della tradizione tra superstizione e credenze popolari

Il più universale tra i portafortuna. L’origine della credenza dei poteri sovrannaturali di questo oggetto, proviene dall’antica leggenda di Saint Dunstan, un fabbro che diventò arcivescovo di Canterbury nell’anno 959

I ferri di cavallo sono considerati i più universali tra i portafortuna. Secondo la tradizione comune, se un ferro di cavallo viene appeso ad una porta con le estremità volte in alto, allora porta fortuna, ma se le estremità puntano verso il basso, anziché la buona sorte, sarà la sfortuna a bussare alla nostra porta.

Etimologia del ferro di cavallo.

Il Ferro di cavallo è forse il più comune tra i portafortuna. L’origine della credenza dei poteri sovrannaturali di questo oggetto, proviene dall’antica leggenda di Saint Dunstan, un fabbro che diventò arcivescovo di Canterbury nell’anno 959. San Dunstan era un fabbro talmente bravo che un giorno, il diavolo stesso, gli chiese di ferrare il suo cavallo ma il fabbro, inchiodò il ferro di cavallo allo zoccolo del diavolo, causando al maligno un atroce dolore ogni volta che poggiava lo zoccolo a terra. Per placare il suo dolore, il demone promise a San Dunstan di risparmiare dalle sue maledizioni tutte le case che recassero un ferro di cavallo affisso alla porta. Per questo ancora oggi si pensa che il ferro di cavallo sia capace di allontanare gli spiriti maligni.

Ferro di Cavallo nella…medicina???
La sua popolarità proviene indubbiamente dalla sua forma e dal fatto che il ferro è il metallo più attivo contro il malocchio. Le origini sulla credenza delle sue proprietà come amuleto si possono ricondurre a due elementi: la forma a mezzaluna, simbolo di Iside, ed il metallo (ferro) con cui è prodotto. In molte culture, il ferro è considerato un metallo magico, in grado di allontanare la sfortuna e il malocchio.

Tradizioni familiari e credenze popolari.

Una delle migliori protezioni è un ferro di cavallo inchiodato alla soglia. La ragione risiede nel fatto che si dice che Marte, il Dio della guerra, fosse nemico di Saturno il quale, secondo un’idea medioevale, era il sovrano delle streghe. Si dice pertanto che gli strumenti di ferro tengano lontano le streghe, una credenza già in auge presso i Romani, i quali piantavano chiodi nei muri delle loro case, come antidoto contro la peste.

Non possiamo neanche precisare in quale paese e in seno a quale popolo nacque. Sarà stato nella tribù che per prima riuscì a fondere e ad utilizzare il ferro e, di conseguenza, gli attribuì un valore più grande che alla selce, al rame o al bronzo? Oppure in un paese dove il ferro era introvabile, e lo si barattava con l’oro o l’ambra? Ogni ipotesi può appoggiarsi su ragioni valide. Il problema si pone allo stesso modo quando si tratta di sapere in che epoca e in che posto si credette che le stelle possiedono una potestà. Per cercare di risolverlo, dovremo elaborare un metodo sicuro.

Maurizio Platone

(Foto maxpixel.freegreatpicture.com)

L’Astrologia- Edizioni Mediterranee- (Will-Erich Peuckert). 

Ulteriori approfondimenti nel mio blog alla sezione: Il pensiero.

www.astrologiadiplatone.com

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