Domani a Napoli, all’istituto Pagano-Bernini, “Un’altra vita è possibile”, manifestazione contro la subcultura mafiosa. A dialogare con gli alunni il giovane figlio di un camorrista, sceso in piazza per dire no al clan all’indomani dell’agguato di piazza Nazionale
Cambiare si può, anche nella Napoli della violenza di camorra. Contro i pregiudizi e la subcultura mafiosa, un incontro all’istituto Pagano-Bernini parla dell’esperienza di Antonio Piccirillo, 23 anni, figlio di un boss. Il ragazzo è sceso in piazza alla manifestazione “Disarmiamo Napoli”, promossa all’indomani dell’agguato di piazza Nazionale, dove è rimasta ferita la piccola Noemi. Antonio rinnega la camorra e la spietata legge dei clan, e grida ai camorristi “fate schifo”. Con lui, domani 30 maggio alle 10, dialogano gli studenti, la docente Loredana Turco, la referente di Libera I municipalità Celeste Giliberti, il giornalista de ildesk.it Gianmaria Roberti, e due familiari di vittime innocenti, Gaetano De Pandi e Davide Estate. L’incontro, intitolato “Un’altra vita è possibile”, è moderato da Geppino Fiorenza.


