Liberate 25 persone, ma i rapinatori erano già spariti
Non è una scena della celebre La Casa di Carta, ma ciò che è accaduto nel cuore del Vomero ha avuto lo stesso ritmo serrato e gli stessi colpi di scena di una grande produzione televisiva. Solo che, stavolta, non c’erano copioni: tutto è successo davvero.
Erano circa le 11:30 quando tre uomini, con il volto coperto e vestiti scuri, fanno irruzione in una banca di Piazza Medaglie d’Oro, una delle zone più vive di Napoli. In pochi minuti, la quotidianità del quartiere viene stravolta: sirene, transenne, agenti armati e telecamere trasformano la piazza in un set a cielo aperto.

All’interno dell’istituto si trovano diverse persone. Alcune riescono a uscire quasi subito, ma circa 25 restano bloccate in una stanza con affaccio sulla strada. La tensione cresce, mentre all’esterno si schierano Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco. Sul posto arrivano anche il procuratore capo Nicola Gratteri e il prefetto Michele Di Bari, segno della delicatezza della situazione.
Intorno alle 13:30 arriva il primo momento decisivo: i Vigili del Fuoco aprono un varco in una vetrina e riescono a liberare tutti gli ostaggi senza che nessuno riporti ferite. Un intervento rapido ed efficace che evita conseguenze ben più gravi. Ma la storia è tutt’altro che finita.
Nel pomeriggio, alle 16:40, entrano in scena i reparti speciali del Gruppo Interventi Speciali, arrivati da Livorno per il blitz finale. Tutto è pronto per l’irruzione. L’attesa è altissima. E invece, al momento decisivo, la scoperta spiazza tutti: all’interno della banca non c’è più nessuno.
I rapinatori sono spariti. Solo più tardi si fa strada l’ipotesi più concreta: la fuga attraverso il sottosuolo. Alle 17:45 vengono aperti i tombini della zona per ispezionare le condotte fognarie, una via di fuga tanto “classica” quanto efficace. Ma ormai è tardi: di loro non resta alcuna traccia.
Più che improvvisazione, quella andata in scena al Vomero appare come un’azione pianificata con grande precisione. I tre hanno saputo gestire tempi, movimenti e via di fuga con freddezza, sfruttando ogni elemento utile per dileguarsi senza lasciare segni immediati. Non eroi, né personaggi da fiction, ma autori di un colpo costruito con attenzione e conoscenza del territorio.
Per ore un intero quartiere è rimasto paralizzato, sospeso tra paura e curiosità, mentre le telecamere raccontavano in diretta ogni sviluppo. E il finale, quello più sorprendente, era già avvenuto lontano dagli occhi di tutti.
Ciro Crescentini

