La Procura indaga per omicidio colposo plurimo; domani l’autopsia sulle tre vittime
Sono quattro gli avvisi di garanzia notificati dalla Procura di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dei tre operai deceduti venerdì scorso in un cantiere del Rione Alto. A perdere la vita, tre lavoratori impegnati in un intervento di ristrutturazione. Secondo una prima ipotesi, il cestello montacarichi dell’impalcatura mobile si sarebbe improvvisamente ribaltato e tre operai sono precipitati nel vuoto da un’altezza di circa 20 metri, morendo sul colpo. A notificare i quattro avvisi, l’ ispettorato del lavoro d’area metropolitana di Napoli che ha facoltà di delega.
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Stella Castaldo con il procuratore aggiunto Antonio Ricci, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di quattro persone: gli imprenditori Vincenzo Pietroluongo e Carlo Napolitano, insieme all’amministratore condominiale Luca Luciani e al coordinatore della sicurezza Gianluca Di Franco. L’accusa ipotizzata è di omicidio colposo plurimo, connesso alla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Nel pomeriggio di domani, alle ore 14, 30, verrà affidato l’incarico al medico legale che eseguirà l’autopsia sui corpi delle tre vittime. Un passaggio cruciale per comprendere le cause esatte del decesso e accertare eventuali responsabilità.
Intanto, si muovono anche le organizzazioni sindacali. La Uil Campania, insieme alla federazione di categoria Feneal Uil, ha dato mandato ai propri legali per costituirsi parte civile nel procedimento. “Non possiamo restare in silenzio davanti a tragedie causate dalla mancanza di sicurezza e dalla logica del profitto a ogni costo”, dichiarano Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil Campania, e Andrea Lanzetta, leader della Feneal Uil regionale. “Saremo accanto alle famiglie, non solo in questa fase, ma anche con un concreto supporto legale e umano nel tempo”.
Nel frattempo, la comunità locale si prepara a un momento di raccoglimento e preghiera. Questa sera, alle ore 20, nella piazzetta Pica, proprio nei pressi del luogo dell’incidente, la parrocchia di Cappella Cangiani e i sacerdoti del quinto Decanato dell’Arcidiocesi di Napoli guideranno la recita del Rosario in suffragio dei tre operai. Durante la veglia verrà letto anche un messaggio del cardinale Mimmo Battaglia, che ha espresso il proprio cordoglio da Roma, dove si trova per il Giubileo dei Giovani.
“Non si può e non si deve morire di lavoro” è il grido unanime che attraversa Napoli in queste ore. Una città ferita, ma compatta nel dolore e nella richiesta di giustizia.
Red
