Meloni annuncia 1,2 miliardi per prevenzione e formazione. Landini: “Disponibilità inedita, ma servono fatti”. Bombardieri: “Valutare anche il Codice degli appalti. E più ispettori sul campo”
Un primo segnale di apertura, un confronto atteso da tempo. A Palazzo Chigi si è tenuto il primo vero faccia a faccia tra governo e sindacati sulla sicurezza sul lavoro. Attorno al tavolo, la premier Giorgia Meloni e gran parte dell’esecutivo hanno ascoltato le proposte di Cgil, Cisl e Uil. Sul piatto, oltre 1,2 miliardi di euro da destinare a prevenzione, controlli e formazione. È solo l’inizio, ma per la prima volta si è aperto uno spazio di confronto concreto.
“Per la prima volta – dice il segretario della Cgil, Maurizio Landini – c’è stata una disponibilità formale ad affrontare temi che poniamo da anni: dal superamento dei subappalti a cascata alla valorizzazione dei rappresentanti per la sicurezza, fino alla revisione della patente a crediti. Il governo si è impegnato ad aprire un confronto vero, coordinato dalla Presidenza del Consiglio e con il coinvolgimento di più ministeri. Finora non era mai successo”.
Meloni: “Unire gli sforzi senza pregiudizi”. In arrivo anche Caldoro per le relazioni sociali
Giorgia Meloni rilancia l’idea di un’“alleanza” tra istituzioni, imprese e sindacati. “Dobbiamo mettere la sicurezza sul lavoro in cima alle priorità del Paese”, dice, annunciando altri 650 milioni di euro che si sommano ai 600 milioni già previsti nei bandi Inail 2024. Le imprese che investono in prevenzione saranno premiate attraverso un rafforzamento del sistema bonus-malus.
La premier ha anche nominato l’ex governatore della Campania Stefano Caldoro come consigliere per le relazioni con le parti sociali, con l’obiettivo di garantire il coordinamento di questo nuovo percorso.
Landini: “Cancellare il subappalto a cascata. E basta bonus senza diritti”
La Cgil rilancia l’abolizione del subappalto a cascata e chiede di estendere la responsabilità ai committenti, come previsto nel referendum dell’8 e 9 giugno. Tra le proposte avanzate anche la riforma della patente a crediti, oggi limitata all’edilizia, e l’estensione dell’indice di congruità ad altri settori, a partire dall’agricoltura, per contrastare il lavoro nero e garantire trasparenza nei cantieri.
Landini ha posto anche il tema della lotta al caporalato, del superamento della legge Bossi-Fini, e della tutela degli infortunati: “Servono interventi concreti su riabilitazione, ricollocazione e sostegno alle famiglie. Parliamo di oltre 500 mila infortuni l’anno, molti dei quali gravi”.
Bombardieri (Uil): “Apprezzamento sul metodo. Ma ora servono ispettori e regole chiare”
Anche la Uil giudica positivamente l’incontro. “Sono state accolte due nostre richieste fondamentali: istituire un tavolo alla Presidenza del Consiglio e usare i residui di bilancio dell’Inail per la sicurezza”, afferma il segretario generale Pierpaolo Bombardieri. Ma il leader della Uil va oltre: “Si sta finalmente valutando come intervenire sul Codice degli appalti, per superare la logica del massimo ribasso e degli appalti a cascata”.
Tra le priorità, Bombardieri indica anche la necessità di aumentare il numero degli ispettori e di coordinare le tante strutture pubbliche coinvolte nella vigilanza, spesso lasciate senza mezzi. E avanza una proposta chiara: equiparare il trattamento economico e legale delle famiglie delle vittime sul lavoro a quello delle famiglie delle vittime di mafia.
Fumarola (Cisl): “Serve un patto per la qualità del lavoro”
La Cisl, per voce della segretaria generale Daniela Fumarola, apprezza l’intenzione del governo di costruire un “patto” tra istituzioni, imprese e lavoratori. “La qualità del lavoro e la sicurezza devono camminare insieme”, dice, pur ribadendo la contrarietà allo strumento referendario proposto dalla Cgil.
Il confronto continuerà nei prossimi giorni. I sindacati aspettano ora risposte dettagliate, norme concrete e tempi certi. Perché le promesse non bastano più: chi lavora ha bisogno di sicurezza, non di parole.
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