Videosorveglianza e controlli congiunti per fermare un fenomeno che rischia di mietere vittime
Si è svolta questa mattina in Prefettura una riunione straordinaria convocata dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per affrontare un tema tanto inquietante quanto pericoloso: il lancio di oggetti da cavalcavia in danno alle vetture in transito sottostanti. Un fenomeno che non solo mina la sicurezza stradale, ma mette concretamente a rischio la vita di automobilisti e passeggeri.
Al tavolo istituzionale hanno partecipato i Sindaci di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana, i rappresentanti delle forze dell’ordine – comprese la Polizia Stradale, le polizie locali di Napoli e San Giorgio a Cremano – e i vertici di Autostrade per l’Italia. L’incontro ha avuto come obiettivo principale il coordinamento tra enti per contrastare una pratica che ha già fatto registrare episodi sulla A3, sulla Strada Statale 268 e in zona Monterusciello a Pozzuoli.
Tra le misure concrete annunciate: l’installazione di telecamere di videosorveglianza mobili, inclusi dispositivi foto-trappola, che saranno forniti sia dai Comuni coinvolti sia dall’Anas. Queste nuove dotazioni andranno ad affiancarsi agli impianti già attivi lungo le tratte autostradali, con lo scopo di individuare e perseguire i responsabili.
Ma il piano non si ferma alla sorveglianza passiva. È stato deciso anche di attivare un dispositivo di vigilanza congiunto, coordinato dalla Questura, che vedrà coinvolte le forze dell’ordine statali e le polizie municipali per garantire un presidio costante delle aree più esposte.
Il Prefetto Di Bari ha sottolineato come “l’incolumità dei cittadini non può essere messa a rischio da gesti incoscienti o criminali”. Il messaggio è chiaro: nessuna tolleranza per chi trasforma i cavalcavia in trappole mortali.
L’auspicio, ora, è che il rafforzamento del controllo sul territorio riesca non solo a reprimere ma anche a prevenire un fenomeno che, per modalità e impatto, richiama alla mente atti di deliberata violenza urbana.

