Iniziativa di Potere al Popolo
Lunedì 31 luglio, alle ore 10, Potere al Popolo sarà in presidio a Napoli, davanti alle sede dell’Inps di via De Gasperi, “contro la decisione del governo Meloni di sospendere il reddito di cittadinanza”.
Lo stop all’erogazione del sussidio è stata comunicata con un sms dell’Inps a 169 mila famiglie. In Campania, ricorda Potere al Popolo, i destinatari del messaggio sono stati quasi 37 mila nuclei, oltre 21 mila nella provincia di Napoli.
“Da agosto, 169 mila famiglie saranno più ricattabili e costrette ad accettare qualunque offerta di lavoro arrivi, anche quelle sottopagate, perché si ritroveranno senza alcuna fonte di reddito – spiega Giuliano Granato, portavoce nazionale di Potere al Popolo e membro del coordinamento nazionale di Unione Popolare – Il governo Meloni fa la guerra ai poveri, ma intanto propone la pace fiscale per gli evasori e per le grandi imprese, che macinano profitti su profitti. È un Robin Hood al contrario: toglie ai poveri e dà ai ricchi, ad esempio GS-Carrefour ha potuto godere di uno sconto di 15 milioni di euro su una cifra che doveva restituire allo stato in virtù di una frode fiscale, grazie alle sanatorie della finanziaria di dicembre 2022″.
“I principali quotidiani della destra italiana hanno commentato lo stop al sussidio scrivendo che è “finita la pacchia”, ma non ci hanno mai detto quanto percepiscono di finanziamenti pubblici dallo Stato e dalle nostre tasse” – sottolinea Granato –Né sappiamo quante imprese campano solo grazie ad aiuti, incentivi, sconti fiscali. Ad esempio, Libero nel 2021 ha incassato quasi 3,9 milioni di euro e nel 2020 quasi 5,5 milioni di euro. Insomma, sono loro che fanno la pacchia grazie alle nostre tasse“.
I senza lavoro si organizzano. “Da giorni siamo invasi di telefonate. Famiglie, donne e uomini che sono disperati per la sospensione del reddito e avviliti dal caos tra servizi sociali, Inps e centri per l’impiego – evidenzia Eddy Sorge, portavoce del Movimento disoccupati 7 Novembre – Corsi di formazione senza una logica, ricatti, umiliazioni. Tanta rabbia inespressa, senso di frustrazione ma anche di odio: organizziamolo“.
Prime iniziative di mobilitazione. “Partecipare alle imminenti iniziative spontanee in città dando strumenti organizzativi ed evitare il fuoco di paglia – evidenzia Sorge – organizzare per ogni quartiere riferimenti di comitati territoriali per aggregare i percettori e si coordinano a livello cittadino. Costruire una mobilitazione ampia per i primi di Settembre in città. Collegarsi al percorso degli scioperi del sindacalismo di classe per l’unità tra lavoratori e disoccupati sui punti generali espressi“.
