Sovraffollamento, pessime condizioni igieniche, scarsa assistenza sanitaria.E’ quanto dalla visita di Magistratura democratica, Camera Penale di Napoli e associazione Antigone
Il sovraffollamento è il problema principale del carcere Poggioreale di Napoli, oltre duemila detenuti a fronte di una capienza di circa milleseicento
Una situazione drammatica che emerge dalla visita effettuata da alcuni esponenti di Magistratura Democratica, di avvocati della camera penale di Napoli e dell’associazione Antigone nella casa circondariale, una delle più grandi d’Europa.
“Leso il diritto costituzionale alla salute – raccontano alcuni dei membri della delegazione, in conferenza stampa nel tribunale di Napoli – per duemila detenuti appena due psichiatri e 9 psicologi, di cui 5 con contratto a termine, e le visite mediche esterne sono spesso ostacolate dalla carenza di agenti di scorta. Sottodimensionato il personale con 296 dipendenti“.
Pessime le condizioni igieniche nei padiglioni Roma, Milano e Napoli, sono al limite della sopravvivenza. Emerge dal report che fa seguito alla visita nei reparti più critici della casa circondariale. Nel reparto, parzialmente chiuso per lavori in corso, che ospita detenuti transgender e tossicodipendenti, mancano le docce e nelle celle non c’è alcuna separazione tra bagno e cucina.
E poi infiltrazioni di umidità, assenza di acqua calda e di riscaldamento, davanti alle porte cartoni a ostacolare l’ingresso dei topi.
“Condizioni scioccanti e disumane, da vera emergenza democratica e umana“, denuncia Marco Campora presidente della Camera Penale di Napoli, che chiede provvedimenti di amnistia e indulto. “Che la misura cautelare in carcere sia l’estrema ratio – chiede Gloria Sanseverino, segretario di Magistratura Democratica a Napoli, che propone: “stanziamenti economici per strutture dedicate all’esecuzione di pene alternative alla carcerazione; l’incremento del ricorso agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico; un potenziamento delle visite dei magistrati di sorveglianza; implementare le opportunità di lavoro e la partecipazione dei detenuti a corsi specializzati, in un’ottica di un reinserimento futuro nella società”
