In favore di Alfredo Cospito si allarga la solidarietà di movimenti ed esponenti politici istituzionali
Le condizioni di salute del detenuto politico, l’anarchico Alfredo Cospito stanno peggiorando. Cospito è in sciopero della fame da due mesi per protesta contro il regime del 41 bis.

“Attualmente ha perso 35 kg e ha avuto un preoccupante calo di potassio necessario per il corretto funzionamento dei muscoli involontari tra cui il cuore. I medici, allarmati dal peggioramento, gli hanno somministrato degli integratori specifici”, sottolinea il suo avvocato difensore Flavio Rossi Albertini.
Nei giorni scorsi la difesa di Cospito ha presentato ricorso in Cassazione contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma che il 19 dicembre ha rigettato il ricorso contro l’applicazione, nei suoi confronti, del regime carcerario speciale del 41 bis.
Secondo i magistrati , Cospito, detenuto nel penitenziario di Sassari, sarebbe tuttora parte attiva di “un organismo, unitario, strutturato, sovrastante rispetto alle persone e ai gruppi che ne fanno parte” e “la partecipazione del singolo all’associazione si estende ben oltre il solo momento dell’azione”.
L’applicazione del regime speciale sarebbe finalizzata, pertanto, a interrompere il vincolo associativo con il detenuto. Infatti, “il regime ordinario, anche in Alta Sicurezza, non consente di contrastare adeguatamente l’elevato rischio di comportamenti orientati all’esercizio, da parte del Cospito, del suo ruolo apicale nell’ambito dell’associazione di appartenenza“.
Secondo quanto emerso nell’ambito del procedimento Scripta manent Cospito, già condannato per aver gambizzato nel 2012 l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, è ritenuto dai giudici a capo dell’organizzazione Federazione Anarchica Informale. Condannato nel luglio del 2022 per devastazione, saccheggio e strage, reati che prevedono l’ergastolo, da maggio è stato trasferito sottoposto al 41 bis, decisione per cui Cospito continua a protestare.
“Sono condannato in un limbo senza fine, in attesa della fine dei miei giorni. Non ci sto e non mi arrendo”, ha detto intervenendo in collegamento all’udienza del 5 dicembre. “Continuerò il mio sciopero della fame per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastolo ostativo fino all’ultimo mio respiro per far conoscere al mondo questi due abomini repressivi di questo Paese”. Nel frattempo continuano le manifestazioni di solidarietà da parte di movimenti, esponenti politici e istituzionali per Cospito
