Pm ne chiese 346: multe per 109 mila euro, 72 mila di risarcimento
Decine di arresti eseguiti il 22 ottobre 2021 determinarono l’apertura di un’inchiesta articolata: presunte estorsioni e appalti condizionati dalla camorra per svolgere lavori negli ospedali dell’area collinare.
Ristorazione, pulizie, sanificazione, trasporto dei malati, lavori edìli: tutto passava attraverso i clan, grazie alla connivenza di funzionari e pubblici ufficiali.
A poco più di un anno di distanza, si è concluso il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato: una sola assoluzione; quasi 290 anni di carcere inflitti a 33 imputati dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli, Anna Imparato.
Nove anni e sei mesi di reclusione per Luigi Cimmino, boss del Vomero da qualche mese collaboratore di giustizia, e per suo figlio Franco Diego. Quasi il doppio della pena, 18 anni e quattro mesi, dovrà scontare Andrea Basile, ritenuto l’attuale reggente della cosca. Riconosciuti colpevoli anche alcuni imprenditori, fra cui i gestori di alcune discoteche nel Cilento e Giovanni Caruson, condannato a 14 anni, considerato un intermediario tra imprese e criminalità organizzata.
Cinque anni e sei mesi di reclusione, oltre all’estinzione del rapporto di lavoro, per il funzionario del Cardarelli responsabile unico del procedimento per la concessione quinquennale dei distributori automatici. Il racket degli ospedali riguardava anche bibite e snack
