Vi spieghiamo perché la Cina vuole conquistare il calcio mondiale

Il piano del governo di Pechino e dei principali gruppi economici del paese per mettere le mani sul business del pallone: investimenti miliardari sui diritti tv e strutture per creare un vivaio in grado di proiettare le nazionali ad alti livelli. E c’è l’obiettivo di organizzare i mondiali 2030, quelli del centenario

Il calcio è lo specchio della nostra società. Gli investimenti miliardari cinesi stanno prendendo il sopravvento, ecco il perché. Guardando la nostra quotidianità, ci accorgiamo sempre più di quanto il mondo cinese ci stia dominando, come nella vita così nel pallone.
Come ci spiega il libro “Goal Economy” di Marco Bellinazzo, il cinese Wang Jianlin è uno degli uomini più ricchi al Mondo, ed è lui il promotore del calcio cinese nel mondo.

Proprietario del gruppo Wanda che è diventato il sesto partner della Fifa, dopo altri grandi brand internazionali del calibro di Adidas, Coca Cola, Gazprom, Hyundai e Visa, è da tempo presente nel mondo del calcio, con una partecipazione del 20% nell’Atletico Madrid, e soprattutto con l’acquisto del gruppo svizzero Infront che gestisce i diritti della serie A. Stiamo parlando di una quantità infinita di investimenti che a lungo andare daranno voce in capitolo alla Cina anche nel mondo del calcio.

Xi Jinping , presidente cinese, affiancato da Jianlin parte dal basso per far diventare lo stato cinese una vera e propria cantera mondiale di fenomeni. Il piano pluriennale, che è stato pubblicato dalla Federcalcio cinese, riferisce la Bbc, stabilisce obiettivi a medio-lungo periodo, compreso quello di garantire, entro il 2030, un campo di calcio ogni 10.000 cinesi. Il piano auspica tra l’altro che la nazionale diventi sistematicamente una delle prime squadre in Asia, mentre la squadra di calcio femminile deve puntare ancora più in alto: tra le prime al mondo entro il 2030. Strutture ed investimenti che ridicolizzeranno la nostra Europa.Tutto ciò è studiato a tavolino dai signori con gli occhi a mandorla, per portare il centenario dei Mondiali ( e quindi valanghe di danaro) del 2030 in Cina. Se è vero che né il governo di Pechino né la Federcalcio cinese sono ancora usciti ufficialmente allo scoperto, a candidare la superpotenza asiatica (che è la seconda economia mondiale) per l’organizzazione dei Mondiali del centenario ci ha pensato “lui” Wang Jianlin.
In una fase dove l’economia europea vacilla e dove nessuno investe, la Cina fa sul serio e come nel resto dei settori sta prendendo il sopravvento.

Giovanni Pisano
(Foto china.org.cn)

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