“Uno schifo l’arbitro donna”: sospeso il giornalista di “Via i napoletani da Agropoli”

Dall’ordine regionale dei giornalisti stop al cilentano Sergio Vessicchio, direttore di Tuttojuve.net, noto per la difesa di Luciano Moggi e una vecchia crociata contro i turisti partenopei. In una telecronaca definisce “inguardabile” la presenza della assistente arbitrale di un match. Lui ammette lo sbaglio: “Non sono sessista, mi sono espresso male e pagherò”

Frasi sessiste contro un arbitro donna, bufera sul giornalista cilentano Sergio Vessicchio. Non nuovo a furibonde polemiche: nel 2006, sul mensile Il Cittadino, aveva lanciato la crociata contro il turismo napoletano ad Agropoli, giudicato di “bassa qualità”, invocandone la cacciata: “Via i napoletani”. Pochi mesi fa, dopo la puntata di Report sulla Juventus, aveva attaccato duramente il cronista autore dell’inchiesta, Federico Ruffo, reo di aver denunciato un tentativo di incendiargli casa. “Ho riso – aveva detto Vessicchio – quando l’ho visto piangere in tv, per me è un attore”. Vessicchio, direttore del sito Tuttojuve.net, è anche uno strenuo difensore di Luciano Moggi, oltre ad essere un accanito juventino. Ma stavolta non c’entra la sua fede calcistica. A riportarlo agli onori della cronaca – si fa per dire – è la telecronaca sull’emittente locale CanaleCinqueTv. Prima dell’inizio di Agropoli-Sant’Agnello, disputata ieri e valida per il Girone B del campionato di Eccellenza Campania, chiede al regista di inquadrare da vicino Annalisa Moccia, assistente arbitrale della sezione di Nola. La donna arbitro stava controllando la regolarità della rete di una porta, da componente della terna guidata da Antonio Liotta di Castellammare di Stabia. “È una cosa impresentabile per un campo di calcio – insorge all’improvviso il telecronista – è uno schifo vedere le donne venire a fare gli arbitri in un campionato in cui le società spendono centinaia di migliaia di euro, è una barzelletta della Federazione una cosa del genere”. Vessicchio non sente ragioni: la Moccia è “inguardabile” ed uno “schifo”.

 

LA SOSPENSIONE DELL’ODG. L’episodio scatena reazioni indignate sui social, sui quali è virale il video con le parole della telecronaca. Non tarda a intervenire l’Ordine dei Giornalisti della Campania. “Il giornalista di Agropoli che ha deriso in diretta durante una partita di calcio una donna assistente dell’arbitro – comunica il presidente Ottavio Lucarelli – è stato sospeso dall’Ordine dei giornalisti della Campania per precedenti atti grazie all’ottimo lavoro del nostro Consiglio di disciplina”. Lucarelli aggiunge che “ora su mio impulso scatta un ulteriore procedimento disciplinare per recidiva”. L’Ussi Salerno definisce quelle frasi “offese gravi ed inaccettabili che ledono la dignità della persona colpita con ignobili frasi sessiste e che sono lontanissime dai comportamenti dettati dalla deontologia professionale del giornalista ma che dovrebbero essere lontanissime anche dai comportamenti di ogni persona che si definisce civile”. “Si tratta purtroppo – rileva una nota – dell’ennesimo episodio di un modo di fare giornalismo che negli ultimi anni privilegia forme di linguaggio volgari”.

 

VESSICCHIO: “HO SBAGLIATO, MI SONO ESPRESSO MALE”. Travolto dalla vicenda, Vessicchio tenta di fare ammenda. “Ho sbagliato e ho fatto una stupidaggine – dichiara a Radio Crc-. Mi sono espresso male; non sono sessista e le farei governare il mondo. Ero in diretta e non potevo subito riparare. Mi sono accorto subito di aver detto una cavolata e ne pagherò le conseguenze”. E in un profluvio di scuse, afferma: “Le donne arbitro sono statisticamente meglio degli uomini. Non volevo creare nessun pandemonio. Non sono razzista, sono per l’integrazione a 360 gradi. Ho attaccato il sistema e la Federazione, ho sbagliato i modi nell’esprimere il mio pensiero”.

 

NICCHI: “AGIREMO A NOSTRA TUTELA”. Tuttavia, i guai per Vessicchio non sembrano finiti. “Rimango sconcertato – sbotta il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi – per le inqualificabili e discriminatorie espressioni utilizzate dal giornalista Sergio Vessicchio, telecronista per una TV locale della partita Agropoli-Sant’Angelo, nei confronti della nostra associata Annalisa Moccia, solo perché donna. Ad Annalisa, ed a tutte le nostre associate, va la piena solidarietà mia e di tutto il movimento arbitrale italiano consapevole dell’importante apporto che quotidianamente danno alla nostra categoria”. Nicchi precisa di aver segnalato “l’episodio al Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, all’Autorità politica delegata ed alle forze di polizia”. E annuncia: “Contestualmente come Aia abbiamo conferito incarico ai legali per agire, in tutte le sedi ritenute opportune, a tutela dell’immagine delle associate donne e dell’intera categoria”.

Gianmaria Roberti

(Foto Sergio Vessicchio/Fb)

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