Al Teatro Grande di Pompei debutta in prima assoluta la nuova lettura del capolavoro euripideo firmata dal maestro greco: in scena Roberto Latini e Alvia Reale
Sarà il fascino senza tempo del Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei a fare da cornice all’apertura della nona edizione di Pompei Theatrum Mundi, la rassegna estiva promossa dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. A inaugurare il festival, il 18 giugno alle ore 21, sarà la prima assoluta de Le Baccanti di Euripide nella traduzione di Edoardo Sanguineti, affidata alla regia del maestro greco Theodoros Terzopoulos, una delle personalità più autorevoli del teatro contemporaneo internazionale.
Le repliche sono previste il 19 e 20 giugno, sempre nel suggestivo scenario del sito archeologico pompeiano, luogo che negli anni è diventato uno dei principali punti d’incontro tra la grande drammaturgia classica e la scena contemporanea.
Per Theodoros Terzopoulos si tratta del settimo confronto con l’ultima tragedia di Euripide, un testo che il regista considera centrale nella propria ricerca artistica. In questa nuova lettura, Dioniso emerge come una figura profondamente attuale: non soltanto divinità dell’ebbrezza e della metamorfosi, ma simbolo dello straniero, del migrante, del rifugiato che attraversa guerre, confini e territori ostili.
«Dioniso incarna l’archetipo del rifugiato», afferma il regista greco, sottolineando come il suo viaggio, iniziato idealmente tremila anni fa dal monte Tmolo, trovi oggi un inquietante riflesso nelle rotte del Mediterraneo e negli approdi contemporanei di Creta e Lampedusa. Una riflessione che trasforma il mito in uno strumento per interrogare il presente e le sue contraddizioni.
La tragedia racconta infatti lo scontro tra l’ordine rappresentato dal re Penteo e la forza destabilizzante del dio straniero. Una tensione che, nella visione di Theodoros Terzopoulos, diventa metafora delle paure collettive verso ciò che appare diverso e incontrollabile. Dioniso porta nella città una verità scomoda, capace di incrinare certezze, identità e strutture di potere.
In scena, nel ruolo del dio, sarà Roberto Latini, mentre Alvia Reale interpreterà Agave. Accanto a loro un cast di primo piano composto da Enzo Vetrano nel ruolo di Cadmo, Stefano Randisi in quello di Tiresia, Marco Cacciola come Penteo, Paolo Musio nei panni del Corifeo, Gemma Carbone come Corifea, Giulio Germano Cervi nel ruolo del Primo Messaggero e Rocco Ancarola in quello del Secondo Messaggero.
Lo spettacolo si avvale inoltre di un ampio coro formato da Francesco Cafiero, Bianca Cavallotti, Brigida Cesareo, Riccardo Dell’Era, Davide Giabbani, Federico Girelli, Bianca Mangelli, Marica Nicolai, Nicoletta Nobile, Giorgio Ronco, Matteo Sangalli e Magdalena Soldati.
Theodoros Terzopoulos firma anche adattamento, scene, costumi e disegno luci, confermando la sua concezione di un teatro totale in cui corpo, spazio e parola si fondono in un’unica esperienza scenica. Le musiche originali sono di Panagiotis Velianitis. Collaborano alla realizzazione dello spettacolo Savvas Stroumpos come assistente alla regia e collaboratore alla drammaturgia, Stravos Papadopoulos come assistente alla regia e Michalis Traitsis come assistente alla drammaturgia.
La produzione nasce dalla collaborazione tra Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale e Attis Theatre Company.
Dopo il debutto pompeiano, Le Baccanti proseguirà il proprio percorso artistico il 25 e 26 giugno all’Ostia Antica Festival. Lo spettacolo tornerà poi nella stagione teatrale 2026/2027 con tappe al Teatro Storchi di Modena, dal 22 al 25 ottobre, e al Teatro Arena del Sole di Bologna dall’8 all’11 aprile.
Con questa nuova creazione, Theodoros Terzopoulos riafferma la straordinaria vitalità del teatro antico, dimostrando come i grandi miti continuino a parlare al nostro tempo. Nella sua visione, Le Baccanti non sono soltanto una tragedia sul conflitto tra uomo e divino, ma una profonda riflessione sulla paura dell’altro, sul desiderio di trasformazione e sulla fragilità delle comunità che rifiutano di confrontarsi con ciò che le mette in discussione.
Alessandro Manna

