Il Cio regala l’impunità al doping di Stato: la Russia parteciperà alle Olimpiadi

Saranno le singole federazioni internazionali a valutare se ammettere ai Giochi di Rio singoli atleti russi o intere squadre

Il Cio si ispira a Ponzio Pilato e così regala l’impunità al doping di Stato. I quindici membri del Comitato Esecutivo hanno deciso di consentire alla Russia di partecipare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Saranno le singole federazioni internazionali a valutare se ammettere ai Giochi singoli atleti russi o intere squadre. Una decisione che, di fatto, regala l’impunità alla Russia. Appena giovedì scorso il Tas di Losanna aveva respinto il ricorso di 68 atleti russi che avevano fatto domanda per partecipare alle Olimpiadi, nonostante la sospensione della federatletica russa per mano della Iaaf, in seguito allo scandalo doping. Il giorno prima, mercoledì, il Comitato Olimpico Russo (Roc) aveva presentato un elenco di 387 atleti, di 30 discipline sportive, scelti per l’appuntamento a cinque cerchi.

L’Esecutivo del Cio sottolinea di aver agito basandosi “su una regola fondamentale della carta olimpica per proteggere gli atleti puliti e l’integrità dello sport”. Per stabilire se gli atleti russi hanno le carte in regola, dovranno essere presi in considerazione solo “test antidoping internazionali affidabili”. In nessun caso potrà gareggiare chi già è coinvolto nel rapporto della commissione indipendente della Wada e chi in passato ha subito squalifiche per doping, anche se già scontate. L’eventuale iscrizione di ciascun atleta russo dovrà essere poi confermata da un esperto del Tas di Losanna e una volta ottenuto il via libera gli atleti in questione saranno sottoposti a un rigoroso programma di test fuori competizione, coordinato dalla commissione indipendente della Wada: chi si rifiuterà, sarà escluso.

Un capitolo a parte riguarda Yulia Stepanova, l’ottocentista ed ex dopata che con la sua testimonianza ha contribuito a portare alla luce il sistematico ricorso al doping nello sport russo. Aveva chiesto di gareggiare a Rio come atleta neutrale. L’Esecutivo del Cio, dopo aver chiesto un parere alla Commissione etica, ha deciso di escluderla dai Giochi. Pur riconoscendo che “le dichiarazioni pubbliche e la testimonianza della Stepanova hanno dato un contributo alla protezione e alla promozione degli atleti puliti”, il Comitato etico ha dato parere negativo sulla sua partecipazione alle Olimpiadi di Rio anche alla luce dei suoi precedenti. La Stepanova e suo marito Vitaly Stepanov – ex dipendente dell’agenzia antidoping russa fuggito negli Stati Uniti con la moglie nel 2014 – sono stati invitati alle Olimpiadi di Rio. Un magro contentino.

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