Dopo la vicenda dei 23 autobus Eav acquistati usati dalla Polonia, il sindacato: “Una idea vera di rilancio del trasporto pubblico locale non è nella progettualità dei governi Regionali e locali”
“La vicenda emersa sull’acquisto degli autobus da destinare alla Società Eav Bus di proprietà della Regione Campania, diventa emblematica dello stato di salute in cui versa il Settore sull’intero Territorio Nazionale”. L’Usb trae spunto dalla polemica con la holding regionale per l’arrivo di 23 automezzi usati dalla Polonia. In una nota il sindacato di base afferma: “I tagli che il governo ha fatto sul trasporto pubblico locale, oltre ad asfissiare le aziende sulla gestione corrente e sulla possibilità di fornire un servizio decente ai Cittadini per garantire il Diritto alla Mobilità, pone le basi anche per abbandonare qualsiasi processo organizzativo per la sicurezza e la qualità del Servizio. Infatti – prosegue l’Usb – se al parco autobus in dotazione alle Aziende Campane, Anm, Ctp, Eav, vecchio ed obsoleto aggiungiamo altro materiale in via di estinzione è un segnale ormai chiaro che una idea vera di rilancio del trasporto pubblico locale non è nella progettualità dei governi Regionali e locali”.
“Assalti agli autobus Anm e Ctp e la fatiscenza dei mezzi in dotazione – aggiunge l’Usb – hanno dimezzato il numero già insufficiente dell’uscita servizio, gli incidenti ferroviari del Settore ferro di Eav sempre più frequenti, la grave situazione economica finanziaria in cui versano le aziende, richiedono un piano di intervento straordinario che vada oltre il rispetto dei vincoli di bilancio che l’Europa e i Governi Nazionali vogliono imporci”.
Usb, già da oggi convocata al tavolo Metropolitano sulle problematiche del settore, chiederà “atti concreti e determinanti nel rispetto dei Piani industriali al Sindaco De Magistris per ridare ai cittadini il diritto alla mobilità e garantire nel contempo salari ed occupazione”.
