Trasparenza, graduatorie e polemiche sulle partecipate: perché il deputato della legalità non interviene?
A Napoli ci sono vicende che esplodono per qualche giorno, occupano il dibattito pubblico, poi scivolano via nel silenzio. Una di queste riguarda le 187 assunzioni effettuate da Napoli Servizi attraverso l’agenzia interinale Umana S.p.A.
Tre blocchi di personale, numeri importanti, procedure affidate a soggetti esterni, e soprattutto una domanda che continua a restare senza risposta chiara: quanto è davvero trasparente il sistema di reclutamento nelle partecipate del Comune di Napoli?
Nel frattempo, mentre cittadini e candidati chiedono di conoscere criteri, graduatorie e punteggi, la politica appare sostanzialmente immobile. Ed è qui che entra in gioco una figura che a Napoli è sempre al centro del dibattito pubblico: Francesco Emilio Borrelli deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, partito rappresentato in consiglio comunale dai consiglieri Sergio D’Angelo e Rosario Andreozzi
Il “paladino della legalità” che non si vede su questa vicenda
Borrelli è noto per la sua presenza quotidiana su casi di micro-illegalità e degrado urbano: parcheggiatori abusivi, venditori irregolari, occupazioni abusive, comportamenti incivili. Interventi costanti, dirette social, denunce pubbliche.
Ma su una vicenda che riguarda 187 assunzioni in una società partecipata pubblica, con risorse e servizi del Comune di Napoli coinvolti, il suo intervento pubblico appare molto più sfumato, se non del tutto assente. E allora le domande diventano inevitabili.
Le domande che non si possono evitare
Perché su questa vicenda non c’è stata una presa di posizione chiara e pubblica dell’onorevole Borrelli? Perché non è stata chiesta la pubblicazione integrale di graduatorie, criteri di selezione e punteggi assegnati? Perché non risulta alcuna iniziativa formale verso Napoli Servizi per ottenere trasparenza totale sugli atti? Perché non è stata annunciata o depositata alcuna interrogazione parlamentare sul caso? Perché non si è chiesto conto del ricorso sistematico alle agenzie interinali per assumere personale in una partecipata pubblica? E soprattutto: come si concilia la battaglia quotidiana contro le “piccole illegalità”, i venditori di calzini o di bibite e parcheggiatori abusivi con il silenzio su una vicenda che riguarda il lavoro pubblico e centinaia di disoccupati candidati? Borrelli non intende disturbare il sindaco Gaetano Manfredi?
Trasparenza a corrente alternata?
Il punto politico che molti sollevano è proprio questo: la trasparenza non può essere selettiva. Se da anni il tema centrale è il rispetto delle regole, allora una procedura di assunzione in una società pubblica dovrebbe essere un terreno prioritario di intervento, non una vicenda marginale. Soprattutto quando restano aperti interrogativi su: pubblicazione degli atti; accesso alle graduatorie; criteri di selezione; modalità di reclutamento affidate a soggetti privati.
La sensazione che circola tra una parte dell’opinione pubblica è semplice: su alcuni temi si interviene ogni giorno, su altri si resta in silenzio. Ma proprio questo silenzio, quando riguarda il lavoro pubblico e le partecipate, diventa esso stesso una scelta politica.
La vicenda delle assunzioni in Napoli Servizi non è chiusa. E non lo è nemmeno la discussione politica che la riguarda. Per questo le domande restano sul tavolo, rivolte direttamente a Francesco Emilio Borrelli: perché su questa vicenda non si è ancora sentita una posizione netta, pubblica e documentata?
E soprattutto: la trasparenza vale solo quando riguarda l’abusivismo di strada, oppure anche quando riguarda il sistema delle assunzioni pubbliche?
Ciro Crescentini
