Un migliaio di persone bloccano l’approdo flegreo. I cittadini ottengono l’accesso diretto al tavolo di domani
Una marea umana ha attraversato Pozzuoli questa mattina per dare voce alla rabbia di un territorio devastato dall’incertezza e dalle continue scosse legate al bradisismo nei Campi Flegrei. Oltre un migliaio di persone ha sfilato lungo le vie della città puteolana, alzando la voce contro quello che definiscono un colpevole immobilismo delle istituzioni: “La terra trema e lo Stato dorme” è stato il coro più scandito dalla folla durante il tragitto.
Alla testa del corteo i Comitati di Lotta, gli esponenti di Potere al Popolo e i Collettivi Flegrei, che hanno guidato la mobilitazione insieme ai tanti cittadini e sfollati rimasti senza una casa o in attesa di risposte concrete sul proprio futuro.
La pressione della piazza ha subito ottenuto un primo risultato concreto. I manifestanti chiedevano a gran voce di essere ascoltati al vertice istituzionale in programma domani in Prefettura a Napoli: la richiesta è stata accolta e una delegazione di cittadini verrà ricevuta dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per rappresentare direttamente le emergenze e le istanze del territorio.
Prima della notizia dell’incontro, la marcia si era conclusa con un’azione dimostrativa al porto di Pozzuoli, occupato pacificamente per alcuni minuti. Il blocco temporaneo dello scalo ha costretto le navi commerciali provenienti da Ischia e Procida a dirottare gli attracchi verso il porto di Napoli, mentre le imbarcazioni più piccole sono state reindirizzate verso Baia.
L’occupazione si è conclusa senza disordini, permettendo la ripresa regolare delle attività marittime. L’attenzione resta ora tutta puntata sul confronto di domani a Palazzo Governo, considerato dai comitati un passaggio cruciale per ottenere garanzie immediate e interventi risolutivi per l’area flegrea.
Ciro Crescentini
