Anm, sit-in dell’Usb sotto la sede: “Il piano industriale non è tale”

La protesta: “Manca la definizione degli obiettivi aziendali sia in termini di servizi offerti, che in termini di politica aziendale da perseguire”

“Manca la definizione degli obiettivi aziendali sia in termini di servizi offerti, che in termini di politica aziendale da perseguire”. Sit-in dell’Usb sotto la sede dell’Anm a Napoli. “Il “Piano Strategico di Risanamento Stabile e Rilancio 2017/2019” presentato dai vertici di Anm – afferma il sindacato di base – ha un nome altisonante ma tutto è fuorché un Piano Industriale, di fatto è solo un piano finanziario di riequilibrio (tra l’altro carente) e, pertanto, mancante di alcune premesse e considerazioni. La richiesta di “liberarsi” di 150 autisti, per poi assumerne 160 ci pare incoerente oltre che di difficile attuazione”. “Alcune “cessioni di ramo d’azienda”, con spostamento di attività e di personale da una municipalizzata all’altra – continua una nota – non ridurrebbero certamente i costi a livello di bilancio comunale e, pertanto ci sembra un’inutile artificio contabile, queste attività, andrebbero invece razionalizzate ove possibile rilevando le eventuali carenze gestionali, prendendo gli adeguati provvedimenti in merito alle responsabilità dirigenziali”.

“La fusione in Anm di altre aziende – aggiunge l’Usb – è ancora da completare, manca quell’armonizzazione gestionale che può permettere “economie di scala”, oltre che altri risparmi in termini di costi fissi, riteniamo pertanto che solo perseguendo questa strada, riducendo poi le consulenze esterne, riducendo il numero dei dirigenti e dei funzionari di alto livello alle reali esigenze aziendali, internalizzando attività lavorative ora concesse in appalto e migliorando la rete di vendita dei biglietti, oltre che potenziando concretamente il “servizio antievasione”, potremmo cominciare a parlare di risanamento del bilancio”.

“Questo piano poi  – conclude la nota – prosegue con la “solita e scontata” richiesta di aumenti tariffari e diminuzione del costo del personale, ma nulla contiene in riguardo all’incentivazione dell’uso del servizio di trasporto, “legando” il cittadino all’azienda con forme vantaggiose di abbonamenti come avviene in altri paesi. Questo piano ci vede contrari su tutti i punti, perché non si può “cedere” ad altre aziende personale qualificato, non si può “riqualificare” senza avere un piano credibile, non si può ridurre i livelli salariali dei lavoratori senza avere effetti deleteri sia sulla produttività che sul costo del lavoro”.

 

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