Montesanto, la megadiscarica a cielo aperto non è stata rimossa

I cittadini chiedono garanzie igienico-sanitarie, ma le istituzioni giocano allo scaricabarile

La discarica a cielo aperto nel quartiere di Montesanto non è stata rimossa. Le foto si commentano da sole. La montagna di rifiuti, alta dieci metri, che fiancheggia le antiche scale Filangieri e un deposito di proprietà dell’Anm rappresenta una seria emergenza igienica e sanitaria, bomba ambientale che potrebbe esplodere da un momento all’altro, provocando effetti dirompenti per la salute dei cittadini e la diffusione di malattie virali come l’epatite A e il tifo. I dirigenti dell’assessorato all’ambiente comunale, il presidente della municipalità, le aziende partecipate Napoli Servizi e Anm fanno il gioco dello scaricabarile. “Purtroppo non è un capannone di mia competenza – afferma Francesco Chirico presidente della seconda municipalità – posso solo segnalare il problema, tra l’altro con la presenza di rifiuti speciali e pericolosi nemmeno l’Asìa è in grado da sola di risolvere, andrebbe fatto un investimento ad hoc da parte dell’assessore all’Ambiente Del Giudice”. Sulla vicenda interviene il consigliere comunale Francesco Vernetti: “La discarica si trova in un posto pericoloso per vari motivi, si deve trovare il sistema per far lavorare le persone in sicurezza”. Intanto, nessun amministratore o dirigente assume iniziative concrete, per esempio, convocando una riunione operativa coinvolgendo le aziende partecipate competenti, gli assessorati all’ambiente e alle infrastrutture, tecnici, protezione civile e vigili del fuoco. “La situazione è intollerabile – evidenziano i residenti di via scale Filangieri – Abbiamo segnalato il problema al Comune e alla Prefettura inviando decine di denunce, esposti. È grave la situazione igienico-sanitaria”. Emergenza sanitaria. Emergenza igienica. I bene informati presenti nei ‘palazzi istituzionali’ sostengono che troppo spesso i burocrati comunali utilizzano le emergenze, le logiche delle emergenze come un pretesto, una giustificazione per indire gare d’appalto milionarie per affidare ai privati i lavori per le bonifiche. “Una mini bonifica costa 6 mila euro per ogni cittadino, figuriamoci quanto potrebbe costare una media bonifica da effettuare a Montesanto”, spiega una dipendente comunale. Eppure, la rimozione delle discariche e le bonifiche potrebbe essere effettuata dalle aziende partecipate comunali a costo zero. Perché non vengono coinvolte convocando riunioni operative? Intanto nel cuore di Napoli rischia di scoppiare il tifo. Rischia di scoppiare il tifo sulle scale più antiche di Napoli. Le scale Filangieri, collegate con il Museo San Martino e il Castel Sant’Elmo, sono considerate le più belle del centro storico partenopeo. Furono costruite alla fine dell’Ottocento. Furono scelte, nel 1932, da Raffaele Viviani e Alessandro Blasetti, per girarvi una delle ultime scene del film “La tavola dei poveri”. Ma, più tardi, anche Vittorio de Sica ne apprezzò la scenografica e monumentale struttura, e vi girò, all’inizio degli anni sessanta, le sequenze di alcuni film.

Ciro Crescentini

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