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Gioco d’azzardo, pressione dai gestori: nessun passo indietro del Comune sugli orari delle sale

Redazione by Redazione
1 Settembre 2016
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L’assessore Panini: “Il nostro obiettivo è di tutelare la salute”

L’amministrazione comunale di Napoli non si lascia condizionare dalle lobby del gioco d’azzardo. Dal 17 agosto scorso è entrato definitivamente in vigore la disciplina degli orari di esercizio delle sale giochi per combattere la ludopatia, febbre, la dipendenza dal gioco. Le sale gioco presenti nel territorio comunale potranno rimanere aperte dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle ore 23, festivi compresi. Gli apparecchi tipo videolottery e slot machine, collocati negli esercizi pubblici e nei bar, potranno funzionare dalle 9 alle 12. E dalle 18 alle 20 di tutti i giorni, festivi compresi. Multe salate per i trasgressori che possono arrivare fino alla chiusura degli esercizi. “La difesa della salute per noi è un imperativo irrinunciabile. L’obiettivo dei nuovi orari – afferma l’assessore alle Attività Produttive Enrico Panini – è contrastare in città la crescente diffusione del Gioco d’azzardo patologico che colpisce le fasce più deboli della popolazione e gli adolescenti, vera e propria piaga”. Nelle ultime ore, i titolari delle sale da gioco stanno tentando di promuovere una strumentale campagna mediatica per costringere il comune a revocare la delibera, lamentando il crollo degli incassi e annunciando fantomatici licenziamenti di dipendenti. Tra l’altro, fino ad oggi le sale gioco non hanno chiarito come sono inquadrati gli addetti sul piano contrattuale. A quanto pare, tantissimi sarebbero parenti e familiari dei titolari. Il gioco d’azzardo continua a produrre effetti devastanti. Interi nuclei familiari sistematicamente distrutti, ridotti alla miseria, distrutti dai debiti e dagli usurai. Vittime di un gigantesco giro d’affari che arricchisce lobby, consorterie e ‘nuovi padroni’. Il gioco d’azzardo riscontra un successo sempre più grande nel nostro Paese, si registra una raccolta annua di oltre 80 miliardi di euro provenienti da apparecchi da intrattenimento, casinò games, Lotto e altre tipologie di gioco. E sono un milione i giocatori patologici, 15 milioni i giocatori abituali ad alto rischio di dipendenza (ludopatia). In tale scenario si colloca la Campania, dove il dato allarmate è rappresentato dalla crescita del gioco d’azzardo tra i giovanissimi: la nostra regione è infatti al primo posto per numero di ragazzi a rischio ludopatia. Il 57% degli adolescenti sono coinvolti nel gioco d’azzardo contro la media nazionale del 47,1%. Il fenomeno coinvolge sempre più anche le donne ed i pensionati. Il giro d’affari stimato ogni anno in Campania del gioco d’azzardo è di 688 milioni di euro e una spesa procapite di 119,30 euro. Gli adolescenti a rischio sono il 13% contro l’11% in Italia. Più alta anche la percentuale dei giovani giocatori problematici: 9% contro la media del 7,6%. Nella regione sono 19 mila gli studenti con un profilo a rischio e 13 mila quelli con profilo problematico. In Campania è da sempre esistito un mondo clandestino, gestito dalla camorra, fatto di bische e scommesse. Parte dell’indotto criminale con la legalizzazione è stato ridotto, tuttavia la camorra continua a giovarsi delle dipendenze a causa della domanda esorbitante di prestiti a usura per soddisfare il bisogno compulsivo al gioco. E non mancano le corse di cavallo clandestine o i combattimenti tra cani nel business criminale. Il gioco “patologico” è una condizione molto pericolosa per la salute e la vita delle persone e dei familiari, perché può causare gravi perdite economiche, comportamenti pericolosi o aggressivi. L’accumulo progressivo di debiti, menzogne e la perdita di lavoro, denaro o relazioni affettivi può portare a condotte suicidarie, per sfuggire ad una situazione percepita come insostenibile.

Ciro Crescentini

Tags: gioco d'azzardoludopatiesale
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