Operatori sindacali coinvolti, certificati falsi per ottenere sussidi. Parte la “bonifica”
Un cambio di vertice in un clima tutt’altro che sereno. Oggi alla Cassa Edile di Napoli verrà ufficialmente presentato il nuovo direttore Diego Vivarelli von Lobstein, subentrato a Mattia D’Acunto, chiamato ora ad assumere un incarico dirigenziale all’Acen. Vivarelli eredita una situazione estremamente complessa, frutto di anni di tensioni, opacità e scandali che hanno minato la credibilità dell’ente.

Il contesto in cui il nuovo direttore si insedia è segnato da due vicende gravi. Il primo caso, emerso qualche anno fa grazie a controlli promossi da Giuseppe Mele, segretario generale della Fillea Cgil ed ex vicepresidente della Cassa, ha svelato dilazioni, concessioni “di favore” a imprese del settore edile. Un’operazione che portò alle improvvise dimissioni di un dipendente che ricopriva anche il ruolo di rappresentante sindacale aziendale della Feneal Uil.

Ma è il secondo scandalo – più recente e più vasto – ad aver scosso definitivamente l’ambiente. A seguito di una segnalazione di un operaio edile raccolta da un dirigente sindacale della Fillea Cgil, sono emerse oltre 750 pratiche truffaldine: soggetti inesistenti, certificazioni false, titoli di studio mai conseguiti ma utili a incassare sussidi (fino a 3 mila euro netti), perfino attestazioni di nascite gemellari false per duplicare bonus alla nascita. I riscontri sono stati confermati da comuni e università campane, attraverso controlli incrociati e comunicazioni ufficiali.

Al centro di questo sistema – secondo quanto emerso – alcuni operatori sindacali legati a una sigla ben nota, addirittura operativi da casa, in violazione di ogni protocollo. In questo scenario, risultano particolarmente curiose e singolari le dimissioni (forzate?) di un operatore della Filca Cisl, avvenute in modo silenzioso ma sospetto. I vertici della Cassa Edile partenopea non hanno ancora reso noto il numero di persone coinvolte nella mega-truffa e denunciate alla Procura della Repubblica di Napoli.
La nomina di Vivarelli von Lobstein, caldeggiata dall’Acen Napoli e nazionale e dalle segreterie sindacali nazionali, suona dunque come l’invio di un commissario. Il suo compito sarà, nei fatti, quello di bonificare un ambiente logorato da clientele, familismi e conflitti interni.

Non meno calda la situazione al Formedil Napoli, dove l’8 settembre sarà presentato il nuovo direttore Francesco De Falco, anch’egli in arrivo al posto di D’Acunto. La nomina ha spaccato il fronte sindacale: fortemente voluto da Acen Napoli, Filca Cisl e Fillea Cgil, De Falco è invece osteggiato dalla Feneal Uil.
Proprio dalla Feneal è partita l’ultima bordata pubblica. Andrea Lanzetta, consigliere del Formedil e segretario generale della Feneal Uil Napoli e Campania, nel corso dell’ultimo consiglio d’amministrazione avrebbe rivolto pesantissime accuse a D’Acunto, ritenendolo ingiustamente responsabile di una gestione fallimentare in entrambi gli enti. Un attacco che ha del paradossale, visto che proprio la Feneal ricopre il ruolo di vicepresidente alla Cassa Edile con Valerio Medici, attuale componente della segreteria dell’organizzazione sindacale.
Più che indignarsi, la Feneal – suggeriscono in molti – dovrebbe piuttosto chiarire ai lavoratori quali idee concrete abbia per il futuro della Cassa Edile e del Formedil. Nessuna traccia, ad oggi, di proposte di rilancio, piani di riforma o strategie operative. Al contrario, la sensazione è che logiche familistiche abbiano spesso avuto la meglio su criteri di merito e trasparenza.

Tra le righe di queste dinamiche, non passa inosservata la consueta abitudine di Andrea Lanzetta di citare Immanuel Kant in riunioni, comunicati stampa e corrispondenze epistolari, richiamando il filosofo tedesco sul valore assoluto della morale. Ma a fare da contraltare, oggi, potremmo ricordare le parole dello scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, che ammoniva: “Il potere è come un violino: si prende con la sinistra e si suona con la destra”. Un invito a riflettere sul reale uso del potere dentro e fuori gli enti.
Il futuro di Cassa Edile e Formedil Napoli passa ora dalle mani di Vivarelli e De Falco. A loro il compito – tutt’altro che semplice – di ricostruire fiducia, trasparenza e professionalità, valorizzando quei lavoratori che, lontano da ogni logica clientelare e familistiche, chiedono solo di essere giudicati per quello che sanno fare. Non può bastare essere figli o cugini di qualcuno per ottenere ruoli di responsabilità. Quando incarichi importanti vengono assegnati per parentela o appartenenza, si mina la credibilità e si soffoca il talento di chi davvero meriterebbe quelle opportunità. La meritocrazia non dovrebbe essere un’eccezione, ma la regola. Solo così si può costruire un sistema bilaterale giusto, trasparente ed efficiente.
Red
