Bagnoli, gli abitanti di Coroglio incontrano Invitalia per evitare l’abbattimento del borgo

La Regione pensa ad un gruppo di esperti per salvare le costruzioni storiche

Domani sera gli abitanti del borgo di Coroglio incontreranno i vertici di Invitalia, soggetto attuatore che dovrebbe gestire la bonifica di Bagnoli. All’incontro dovrebbe partecipare anche il presidente della decima Municipalità, Diego Civitillo. Intanto circolano alcune indiscrezioni. La giunta regionale campana avrebbe costituito un gruppo di esperti indipendenti per valutare i profili storici ed ambientali del borgo antico ed evitare l’abbattimento. Il gruppo di esperti lavorerebbe in sintonia con Invitalia, soggetto attuatore nominato dal governo per la bonifica dell’ex area Italsider Bagnoli e le soprintendenze. Gli esperti potrebbero prendere in seria considerazione un piano di riqualificazione, rifacimento e restauro del sito storico compatibile con la creazione della spiaggia pubblica. La demolizione del borgo di Coroglio è previsto dal piano regolatore generale redatto dall’assessore comunale e dirigente dell’associazione Italia Nostra, Vezio de Lucia (vigente dal 1998) e dal successivo piano urbanistico esecutivo approvato nel 2005. Il piano prevede il recupero della spiaggia e il ripristino di una non ben definita linea di costa. “Si dica qual è la linea di costa, perché per sua natura un litorale sabbioso muta nel tempo – affermano gli abitanti di Coroglio – Infatti, c’è una linea di costa mostrate su alcune mappe del settecento, altre sulle cartografie dell’ottocento. Sulle carte dei primi anni del novecento si vede la fabbrica chimica, oggi Città della Scienza, e un po’ di spiaggetta erosa dal mare negli anni successivi”. Addirittura alcune foto risalenti agli inizia degli anni ’40 mostrano le antiche case del borgo di Coroglio quasi in mare e per proteggerle fu costruita una scogliera che con il tempo ha prodotto la spiaggia. Il comitato di lotta continua a diffondere documenti e foto che dimostrano che il borgo non è un ‘complesso abusivo’. Alcuni esempi? La ‘Villa delle Delizie’, oggi Villa Schioppa, risale al 1860, mentre altre persone hanno atti di proprietà dell’epoca di Vittorio Emanuele III ed alcuni palazzi risalgono al 1903. “I Corogliesi a partire dal 1904, anno in cui si decise che l’Ilva e altre fabbriche dovevano essere messe nella piana di Bagnoli fino al 1993, anno in cui l’Ilva, la Cementir, la Montecatini, l’Eternit hanno chiuso e inquinato, hanno subito ogni sorta d’inquinamento con morti in famiglia – concludono gli esponenti del comitato di lotta del borgo antico – Per cui, ora hanno il diritto di respirare aria pulita e continuare a farsi i bagni nel loro mare, ora e in un futuro sicuramente più pulito, La loro permanenza nel luogo dove sono nati e cresciuti è d’obbligo come risarcimento per danni”.

Ciro Crescentini

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