Trasferimento operatori sociali a Napoli Servizi, sindacati confederali pronti al ricorso in tribunale

Le organizzazioni sindacali vogliono impugnare l’accordo che impone agli ex lavoratori di Napoli Sociale la firma di un atto transattivo: “Non percepiranno le loro competenze di fine rapporto e Tfr ma non avranno alcuna garanzia di percepirli in futuro”

I sindacati confederali sono pronti a portare in tribunale la procedura di mobilità da Napoli Sociale a Napoli Servizi. Il ricorso viene preannunciato in una nota firmata dalle segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Dopo aver abbandonato il tavolo negoziale con l’azienda partecipata del Comune di Napoli, le organizzazioni mettono nero su bianco il dissenso all’accordo, che prevede la firma di un atto transattivo per i 314 lavoratori interessati dalla procedura prevista da una delibera del consiglio comunale. La nota è indirizzata al sindaco de Magistris, agli assessori Palma, Gaeta, Panini, al capo di gabinetto Auricchio, ai gruppi consiliari e al presidente dell’assemblea di via Verdi, Sandro Fucito. I sindacati sostengono che la transazione imposta da Napoli Servizi ai lavoratori sia “grave” perché “non percepiranno le loro competenze di fine rapporto e Tfr ma non avranno alcuna garanzia di percepirli in futuro, non conoscendo né quando né chi elargirà materialmente tali emolumenti (Napoli Sociale, Comune di Napoli, Inps?), in quanto oggetto di rinuncia tombale”. In più, viene eccepito che l’accordo violerebbe la legge in materia trasferimento tra società partecipate e i diritti dei lavoratori in materia di trasferimento d’azienda, sanciti dal codice civile. La nota sindacale invita i destinatari a verificare la correttezza del procedura “preso atto che la società Napoli Servizi Spa al termine dell’incontro ci ha negato brutalmente di sottoscrivere formalmente la nostra dichiarazione di contrarietà”. Dietro l’angolo, ci sono le carte bollate.

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