Primarie, verso no a ricorso Bassolino. Lui: “Sentenza preconfezionata?”. Voci di addio – Video

Escono dalla commissione i rappresentanti dell’ex governatore: parlano di verdetto già scritto sulla base di una presentazione tardiva. Ambienti di partito fanno trapelare la possibilità di una corsa solitaria dell’ex sindaco con una lista civica

Tensione a mille nel Pd. Escono dalla commissione di garanzia delle primarie i componenti in quota Bassolino, mentre è in corso l’esame del ricorso presentato dall’ex governatore. Si tratta di Salvatore Barbato, Antonio Giordano,  Mike Angelino e Tonino Liguori. Accusano la commissione di avere un orientamento pregiudiziale, volto a bocciare l’istanza. “Una farsa” afferma Giordano. L’unico a non abbandonare i lavori tra i bassoliniani è Fabio Benincasa. I rappresentanti di Valeria Valente eccepiscono una presentazione tardiva: secondo loro, il ricorso sarebbe dovuto arrivare entro 24 ore dallo spoglio. Di avviso opposto i rappresentanti di Bassolino, che sostenevano la legittimità del ricorso, basato sul video diffuso da fanpage.it e relativo ai presunti brogli. Nel documento, Bassolino ha usato parole durissime, citando una presunta “compravendita di voti” nei seggi ripresi dal video e persino un “condizionamento camorristico” nel voto a Scampia. Oggi sui social ha rincarato la dose, attaccando i vertici locali (e forse non solo), sin dall’inizio impegnati a difendere il risultato delle urne e l’investitura di Valeria Valente a candidato sindaco. “Ai vertici del Pd  – scrive Bassolino – qualcuno ha già emesso il verdetto prima che gli organi competenti abbiano esaminato i fatti. E’ una sentenza preconfezionata?”. Ora tutto è possibile. Ambienti di partito parlano apertamente di una corsa solitaria dell’ex sindaco con una lista civica.

Barbara Tafuri

Gianmaria Roberti

(Foto Francesco Bassini)

 

 

 

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