Maradona, i 60 anni del genio arcinapoletano

Il compleanno di Dieguito un evento globale

“C’è gente che si vanta di aver giocato nel Barcellona, nel Real Madrid, nella Juventus. Io mi vanto e sono orgoglioso di aver fatto parte del Napoli”. Questo dice Diego Maradona, nel giorno del 60esimo compleanno, in una lettera affidata al Corriere dello Sport. La frase racchiude tutto. Il Pibe si rivolge a Rino Gattuso, per dirgli “faccio il tifo per te”, e augurargli di provare un giorno la stessa cosa. Perché Dieguito, nei desideri espressi oggi, mette anche lo scudetto del Napoli. Il suo Napoli. Ma Maradona cuore grande abbraccia idealmente il mondo, chiedendo tanti regali: anche la sconfitta del Covid. Però, è prima di tutto il mondo ad abbracciare Diego, in un una festa globale. La terra celebra un figlio prediletto. Che vita sarebbe, senza Maradona? Non lo sappiamo, ma sappiamo cosa sarebbe Napoli: impensabile. Diego è il sogno e la speranza di una città. È la bellezza, in cui si bagna ogni giorno Partenope. Una bellezza anarchica: è il rifiuto delle regole, nemiche dell’imprevedibile, del gesto inaudito. Diego è come Napoli, ne avverte il richiamo irresistibile, ma ne paga la morsa dolorosa. Non rinnega il vizio, ne rivendica l’umanità. Lontano da Napoli non si può stare: è lui non è mai andato davvero via. Lui è il genio riccioluto, asceso dal ventre del San Paolo, salendo una scalinata, il cinque luglio 1984. Aveva 23 anni e 8 mesi, e li avrà per sempre. Per Napoli, Dieguito non può invecchiare. Il tempo è un’astrazione, un’altra convenzione da respingere. È il santo a cui votarsi nei momenti difficili. Come San Gennaro, anzi più di lui. Sul volto rotondo, a volte sfigurato dalla sofferenza, incarna l’attesa. È  l’attesa del miracolo, la mano de Dios pronta a sollevarti, quando tutto sembra perso. Lo invochiamo, e sappiamo che non deluderà. Talvolta ci abbiamo litigato. Lo abbiamo pure offeso, quando il prodigio tardava un po’. Così fanno pure le vecchie, davanti alle ampolle di Faccia ‘ngialluta. Con Diego si può, lo sentiamo di famiglia: è nostro padre, fratello, figlio. Ma poi Maradona non tradisce: promette, e mantiene sempre. Sempre. A Napoli nessuno può dire lo stesso. Come lui nessuno mai: tanti auguri, Maradò!

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