Maradona a Napoli per la cittadinanza: “Napoletano dal primo giorno, mai chiesto soldi per la cerimonia”

Il Pibe de Oro presenta l’evento di domani: “Mi piacerebbe avere un faccia a faccia con chi ha detto che io ho preso 300mila euro per venire qui. Se me lo date gli sputo in faccia. La squadra è pronta a vincere lo scudetto senza di me”

“Da oggi sono cittadino di Napoli, ma io la cittadinanza di Napoli l’avevo già dal primo giorno che ho indossato la maglia numero 10”. E’ tornato il re, ed è subito ressa di operatori e fotografi per immortalarlo a Villa D’Angelo, dove si tiene la conferenza stampa di presentazione per “Effetto Maradona”, lo show di domani in piazza Plebiscito per celebrare la cittadinanza onoraria di Napoli al Pibe de oro. Inutile girarci intorno: si finisce presto a parlare della polemica sul presunto cachet. “Giuro su mia madre che a me nessuno è venuto a parlare di soldi – protesta Dieguito – Quando mi hanno chiesto di venire per la cittadinanza, ho subito risposto di sì. Ma perché si deve andare in un posto e chiedere dei soldi sempre? Perché la società è malata. Pensateci su”. E’ un Maradona in forma, quello affiancato da Alessandro Siani e dall’assessore allo sport, Ciro Borriello. “Per farmi cittadino illustre – insiste – è possibile che chiedessi soldi? Io ho preso i miei soldi quando giocavo a calcio. Ora i miei introiti sono a Dubai. Questo però non mi soprende perché, quando ci fu la partita d’addio di Maradona, s’era detto che io avessi chiesto cinque miliardi. Sembra una barzelletta. Non esistono i soldi qua. Chi pensa il contrario è malato di testa e pensa solo ai soldi. Se non lavori è dura averne. Mi piacerebbe avere un faccia a faccia con chi ha detto che io ho preso 300mila euro per venire qui. Se me lo date gli sputo in faccia…”. Ma la rabbia sbollisce subito. Il napoletano Maradona tocca l’argomento che più gli sta a cuore: il Napoli. “E’ arrivato il momento giusto per dimostrare -sentenzia Diego – che Napoli può vincere lo scudetto anche senza di me e senza lo squadrone che avevamo. I ragazzi hanno l’esperienza giusta per non perdere più punti con le squadre piccole. Se non ne avessero persi lo scorso anno potevano già vincere. E quest’anno vorrei venire al San Paolo a vedere qualche partita”. Il finale è dedicato a una sfida: gli chiedono se Insigne sia degno di indossare la sua numero 10, ritirata dal Napoli: “Se farà più gol di me potrà prendersela”.

Gianmaria Roberti

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