Anm, revocata all’avvocato Cardillo la consulenza da 85.000 euro

Il neo amministratore unico Maglione chiarisce di “avere assunto l’incarico il 16 giugno scorso e di essersi subito attivato per risolvere il contratto di consulenza, sottoscritto lo scorso 18 maggio dal suo predecessore, rilevando nell’atto difformità da quanto previsto dalle norme in materia”

Revocata la ‘consulenza d’oro’ dell’Anm. I vertici dell’azienda di trasporto del comune non affideranno più l’incarico del valore di 85 mila euro all’avvocato giuslavorista Oreste Cardillo per uno studio sulle procedure per realizzare un piano di esuberi del personale. La consulenza fu decisa dall’ex presidente Alberto Ramaglia. La revoca è stata comunicata oggi dal neo amministratore dell’Anm, Ciro Maglione (nella foto), durante una riunione congiunta delle commissioni Trasparenza e Infrastrutture, presiedute rispettivamente da Domenico Palmieri e Gaetano Simeone. La riunione è stata promossa su sollecitazione del consigliere Andrea Santoro. “L’affidamento della consulenza è stata una scelta eticamente e politicamente grave – ha affermato Santoro, soprattutto perché pervenuta all’indomani dell’approvazione di una delibera molto impegnativa per il salvataggio dell’azienda”. Il neo amministratore unico ha riassunto i termini della vicenda, chiarendo di “avere assunto l’incarico il 16 giugno scorso e di essersi subito attivato per risolvere il contratto di consulenza, sottoscritto lo scorso 18 maggio dal suo predecessore, rilevando nell’atto difformità da quanto previsto dalle norme in materia”. “Vanno comunque distinti – ha continuato Maglione – le consulenze dagli incarichi affidati a professionisti esterni per la difesa di interessi dell’azienda, figure disciplinate in modo diverso”. Su entrambi gli aspetti, comunque, è stata già elaborata una nuova linea di indirizzo che prevede l’impossibilità per lo stesso professionista di essere iscritto a più elenchi ed è in corso di elaborazione un nuovo regolamento degli affidamenti che prevede una riduzione del cinquanta per cento dell’importo della parcella. In attesa di discutere più nel dettaglio i contenuti tecnici che l’azienda intende avviare per recuperare terreno sul piano della lotta all’evasione e del miglioramento del servizio, Maglione ha chiarito che la priorità resta ora quella di salvare l’azienda e, per questo, prosegue il confronto con la Regione per ridurre i tempi dei trasferimenti della percentuale dovuta del costo del servizio e dei fondi statali trasferiti per l’integrazione del contratto collettivo.

Ciro Crescentini

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