Iniziativa di lotta del sindacalismo militante di base nell’ambito dello sciopero generale proclamato per oggi a sostegno della Palestina, del blocco delle spese militari e dell’invio di armi in Ucraina. In giornata è previsto a Napoli un corteo che partirà alle 14.30 a piazza Garibaldi
Un presidio di lotta è in corso davanti alla sede della fabbrica di produzione di armi ‘ Leonardo’ a Bacoli, comune flegreo in provincia di Napoli. A bloccare l’ingresso dei mezzi alla fabbrica gli attivisti della ‘ Rete Napoli della Palestina’, della ‘Rete studentesca per la Palestina’ e del sindacato Si Cobas che hanno aperto striscioni e scritto con vernice sui cancelli frasi contro la fabbrica bellica e l’invio di armi ad Israele. “Oggi siamo qui – spiegano i manifestanti – per dire chiaramente che il governo italiano e la Leonardo sono complici del genocidio del popolo palestinese: il rifornimento di armi da parte della prima azienda italiana per produzione bellica all’esercito di Nethanhyau rappresenta per noi un punto di non ritorno, è il momento delle azioni concrete contro i complici di questo sterminio“

Le armi italiane inviate a Israele sono finanziate anche dalla spesa pubblica. L’azienda Leonardo, di cui il governo è il principale azionista, è al tredicesimo posto tra le cento maggiori aziende mondiali produttrici di armi. L’azienda, allo scoppio del nuovo conflitto in Medio Oriente, ha visto il proprio titolo lievitare in Borsa. In sintesi la nostra Costituzione viene calpestata e i nostri soldi finanziano il genocidio palestinese.

L’iniziativa di lotta è stata promossa nell’ambito dello sciopero generale indetto dalle organizzazioni sindacali conflittuali di base (Si Cobas, A.l. Cobas, Lavoratori Metalmeccanici Organizzati, Sindacato Generale Di Classe, Slai Prol Cobas, Sindacato Operai Autorganizzati, Fao Cobas) programmato per l’intera giornata di oggi di tutti i settori privati e pubblici a sostegno della Palestina e del blocco delle spese militari e dell’invio di armi in Ucraina.
“cessate il fuoco immediato e il ritiro dell’esercito israeliano dalla Striscia di Gaza; blocco immediato dei traffici di armi dirette ad Israele; fine dell’occupazione coloniale delle terre palestinesi in Cisgiordania; blocco delle spese militari e dell’invio di armi in Ucraina; nello specifico per la scuola: carenza di organico del personale, utilizzo massiccio di personale precario, aumento dei carichi di lavoro, dimensionamento scolastico” – spiegano in una nota i sindacati di base

In giornata è previsto a Napoli un corteo che partirà alle 14.30 a piazza Garibaldi.
CiCre
