Corteo dei sindacati e di Terra dei Fuochi, insieme in piazza per la tutela della salute

Sulla sua pagina Facebook, Angelo Ferrillo organizza un flash mob in sua difesa per il processo dove è accusato di aver variato il percorso di un corteo nel 2014

NAPOLI – Dalla sua pagina di Facebook Terra dei Fuochi ha annunciato un flash mob per il prossimo 18 febbraio, ma di fatto Angelo Ferrillo e alcuni dei suoi “seguaci” sono già in piazza questa sera con una manifestazione insieme ai sindacati. La motivazione è sempre la stessa: fare luce sulle vicissitudini di una parte del territorio della Campania martoriato dai roghi tossici. Ma non solo.

Ciò che Ferrillo vuole è attirare l’attenzione sulla sua personale vicenda giudiziaria che ha reso pubblica con una lunga nota pubblicata sulla home page del social network.

I fatti cui si riferisce non sono quelli accaduti nel corso della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quando fu inaugurato l’anno accademico e Angelo Ferrillo fu allontanato dall’Aula Magna perchè non in possesso del regolare pass, ma altri. Quelli del 25 ottobre 2014.

“Mi si accusa (e sarò processato) – scrive – per aver fatto partire un corteo 300 metri prima dal luogo prefissato, ovvero piazza Dante e non da piazza Carità come prescritto dalla Questura. Una variazione impostaci a soli 3 giorni della data concordata in precedenza. E questo nonostante le manifestazioni si siano svolte in maniera pacifica e nel rispetto delle regole e senza aver mai creato alcun problema di ordine pubblico. Oggi mi viene imputata una violazione che francamente trovo assurda. Ho sempre comunicato nei tempi previsti le intenzioni di organizzare eventi segnalandoli agli organi preposti, Questura, Prefettura e Comune di Napoli, indicandone giorno modalità e luogo delle iniziative.

Da incensurato affronterò questo processo, il primo nella mia vita e lo farò a testa alta ma con grande rammarico e sconcerto. Non mi sarei mai aspettato di essere accusato di un “crimine” mentre le denunce di migliaia di cittadini restano a tutt’oggi inascoltate. La difesa della nostra terra ha un prezzo troppo alto, che per ora sto pagando da solo. Lo Stato italiano mi ha trascinato in tribunale con l’accusa di aver manifestato per difendere il nostro territorio”.

Intanto, questa sera, Ferrillo ha sfilato in corteo con i sindacati per chiedere più interventi per la  Terra dei fuochi sottolineando come “a tre mesi dalla mia aggressione, nessuno s’è fatto sentire né dalla ‪Questura né dal ‪Quirinale, mentre l’‪avvelenamento di ‪Stato continua indisturbato”.

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