Pagamenti a fornitori, maglie nere i comuni di Napoli e Salerno

Lo studio della Cgia: i ritardi ammontano rispettivamente a 314 e 360 giorni

Pagamenti della pubblica amministrazione, i comuni di Napoli e Salerno maglie nere. Un primato negativo senza molti termini di paragone. Perfino al sud, il ventre molle dei ritardi nazionali. Per l’ufficio studi della Cgia di Mestre, nel 2020, Salerno liquida i fornitori con 360 giorni di ritardo, Napoli con 314. Molto peggio di amministrazioni come Lecce (85 giorni), Avellino (69), Reggio Calabria (65), l’Aquila (51), Catania (48), Palermo (31). Ma anche di aziende sanitarie quali l’Asl Napoli 1 Centro (53 giorni) e l’Asl Benevento (52). Fa meglio anche la Regione Campania (48 giorni). Per trovare un quadro simile, bisogna andare al Comune di Torino, sfatando il mito dell’efficienza subalpina. “Ancorchè l’Amministrazione guidata dal Sindaco Appendino abbia in parte giustificato il risultato ottenuto – spiega l’indagine- ,segnaliamo che anche lo score del Comune di Torino è stato molto preoccupante: +145 giorni il ritardo medio registrato sempre nel 2020”. Il dato di Salerno è riferito al terzo trimestre 2020, ultimo disponibile sul sito dell’ente. Quello di Napoli è la media annuale. “In una fase di difficoltà economica senza precedenti – comunica l’Ufficio studi della Cgia – tutti si sarebbero aspettati che almeno i ministeri avessero pagato con puntualità le imprese fornitrici. Invece, le cose sono andate diversamente. Nel 2020, infatti, ben 10 ministeri su 12 lo hanno fatto in ritardo rispetto alle disposizioni previste dalla Direttiva europea; in moltissimi casi peggiorando lo score registrato nel biennio precedente e confermando un trend che relega la nostra Pubblica Amministrazione tra le peggiori pagatrici d’Europa”. Dal 2013, infatti – a seguito del recepimento della Direttiva Ue 2011/7 – i tempi di pagamento nelle transazioni commerciali tra enti pubblici e aziende private non possono superare i 30 giorni. Fanno parziale eccezione alcune tipologie di forniture, come le sanitarie, per le quali la scadenza è di 60 giorni. Ma questo, in molti casi, resta un’utopia. “Nel 2020 la situazione più critica relativa all’Indicatore di Tempestività nei Pagamenti (ITP) registrato dai dicasteri italiani – afferma lo studio – riguarda il Ministero dell’Interno che ha saldato le fatture ricevute con un ritardo medio di oltre 62 giorni. Seguono il Ministero della Difesa con oltre 36, lo Sviluppo Economico con quasi 28 e il Ministero delle Infrastrutture con quasi 27”. Gli unici dicasteri “che hanno anticipato il saldo fattura rispetto alle scadenze previste dalla legge sono il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (-7,27) e gli Affari Esteri (-20,34)”. Per avere un’idea: in Italia “il volume d’affari che ruota attorno alle commesse di tutta la PA ammonta complessivamente a circa 140 miliardi di euro all’anno e il numero delle imprese fornitrici si aggirano attorno un milione”.

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