Torre Annunziata, stavolta il Tar dà ragione a De Luca e ai Sì Dad

Il giudice respinge il ricorso cautelare di alcuni genitori, contro la chiusura delle scuole fino al 16 febbraio: a incidere anche la relazione della Regione, con i contagi in salita nella città oplontina

La guerra Covid sulle scuole, De Luca e i Sì Dad vincono un round. A stabilirlo è il Tar Campania, respingendo un ricorso cautelare contro il comune di Torre Annunziata. Il reclamo di alcuni genitori verteva sull’ordinanza di chiusura delle scuole, fino al 16 febbraio, firmata dal sindaco Vincenzo Ascione. In precedenza, il comune si era visto sospendere un altro provvedimento, che disponeva lo stop alla didattica in presenza per alcuni giorni. A incidere sulla decisione, stavolta, è stata anche la relazione sull’andamento dell’epidemia, diffusa dalla Regione tre giorni fa. A fronte di precedenti decreti, favorevoli ai No Dad, il Tar ricorda come “la vigenza del Dpcm 14 gennaio 2021 non esclude la persistente possibilità, per le Autorità sanitarie regionali e locali, di adottare misure più restrittive in presenza di situazioni sopravvenute (ovvero non considerate nel detto Dpcm), o da specificità locali, giustificative del potere di ordinanza contingibile e urgente”. La quinta sezione considera, inoltre, che l’ordinanza di Ascione “sembra trovare fondamento nella aggiornata istruttoria circa l’andamento del contagio su scala locale, di cui è dato conto nella produzione in atti”. La relazione dell’Unità di crisi della Regione “effettivamente sembra evidenziare l’incontrollato aumento, in termini assoluti e in percentuale, della diffusione pandemica per il Comune di Torre Annunziata, assai superiore a quello riscontrabile in altri comuni della Campania e comunque alla media regionale”. La percentuale della città oplontina (539%), sulla media della Regione, è definita “inquietante”. Il Tar richiama “dati specifici relativi alla popolazione studentesca, che contemplano una situazione di generalizzata presenza di positivi nelle scuole cittadine e che conferma la non manifesta irragionevolezza della misura”. Nel decreto si rileva pure la “estrema difficoltà di garantire, in concreto, la continuità educativa “a scacchiera” in presenza in contesti scolastici caratterizzati, in ragione dei rilevati contagi, da un elevato numero di assenze ripartite diacronicamente tra popolazione studentesca, personale docente e non docente”. A far pendere la bilancia, inoltre, la durata temporanea della misura sindacale: un solo altro giorno, il 15 febbraio, “tenuto conto della sospensione disposta a livello regionale per il prossimo Carnevale per la giornata del 16 febbraio”. Date le circostanze, il giudice esclude un pregiudizio “di estrema gravità e urgenza”. E quindi, per la “limitata residua durata della misura, le attività scolastiche possono essere assicurate con metodiche alternative rispetto alla didattica in presenza senza apprezzabile pregiudizio”. Scuole ancora chiuse, allora, camera di consiglio convocata il prossimo 16 marzo, per la trattazione collegiale.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest