Le borse volano dopo No al referendum, banche ok: svelata la bufala dello tsunami finanziario

A trainare c’è proprio il comparto bancario. Quello dove “otto banche falliranno se vince il No”, secondo i guru del Financial Times

Il No al Referendum avrebbe portato con sé un Armageddon finanziario, ricordate? E invece anche oggi le borse volano. E a trainarle c’è proprio il comparto bancario. Quello dove “otto banche falliranno se vince il No”, secondo i guru del Financial Times. Nuova seduta sugli scudi per Piazza Affari, che termina gli scambi in rialzo del 2,1%, a quota 18.130 punti, sui massimi da fine maggio. E tutto accade nelle ore della crisi di governo. In grande spolvero il listino del comparto bancario, dove ancora una volta svetta Mps sulle attese per una soluzione ai problemi dell’istituto, anche attraverso un intervento dello Stato. L’ondata di acquisti su Siena (+10,79% tra scambi pari all’11,9% del capitale), ha contagiato Unicredit (+9,42%), Bper (+10,41%), Banco Popolare (+6,38%), Bpm (+6,29%), Carige (+5,61%), Mediobanca (+4,8%) e Ubi (+4,69%). Fuori dal comparto del credito rally di Generali (+7,33%) e Telecom (+5,08%). E lo spread, quello che doveva crescere a dismisura? Quello Btp-Bund si è ristretto a 154 punti, con il rendimento del decennale italiano sceso all’1,88%. Come dire: il No fa bene all’economia italiana. Viene così del tutto svelata la bufala propalata da grande finanza, Troika, Bankitalia e media mainstream per interferire nella consultazione italiana. Un fuoco di fila che però non ha evitato la disfatta del Sì. Un panico diffuso ad arte, senza alcun fondamento. A spingere le Borse europee anche l’attesa per una proroga del quantitative easing della Bce di domani, da cui il mercato si attende una proroga del quantitative easing, in scadenza nel marzo 2017. Francoforte ha chiuso in rialzo dell’1,96%, Londra dell’1,81% e Parigi dell’1,36%.

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