Un provvedimento definito “ritorsivo e antisindacale” ha acceso la protesta nello stabilimento Jabil: sospeso per cinque giorni Giuseppe Nappo, attivista della USB. I colleghi rispondono con uno sciopero immediato
Cinque giorni di sospensione disciplinare per presunto abbandono del posto di lavoro: è questa la misura adottata da Jabil nei confronti di Giuseppe Nappo, attivista sindacale della USB, Unione Sindacale di Base che da mesi rappresenta una delle voci più attive nella mobilitazione dei lavoratori dell’azienda.
La decisione è stata comunicata all’indomani di uno sciopero e di un’assemblea sindacale tenutasi davanti ai cancelli dello stabilimento. Una coincidenza temporale che, secondo USB, non lascia dubbi sulla “natura ritorsiva” del provvedimento. “Un atto gravissimo, intimidatorio e del tutto sproporzionato”, denuncia il sindacato di base, che parla di una “recidiva” inesistente, usata come pretesto per colpire un dirigente scomodo.
La reazione dei lavoratori è stata immediata: molti hanno abbandonato le postazioni di lavoro per unirsi allo sciopero spontaneo in solidarietà a Nappo, ribadendo il rifiuto di ogni tentativo di repressione della voce sindacale all’interno dell’azienda.
USB sottolinea come questo episodio si inserisca in un contesto più ampio di “vessazioni e rappresaglie” che, a loro dire, si susseguono da mesi all’interno di Jabil. “È inaccettabile che chi difende i diritti venga punito”, dichiara la sigla, che chiede un intervento immediato delle istituzioni per porre fine a quella che definisce “un’escalation di arroganza aziendale”.
Nel comunicato diramato dall’Unione Sindacale di Base, il messaggio è chiaro: “Sospendere un attivista sindacale è un atto intimidatorio, un tentativo di spezzare la lotta. Ma la risposta è già arrivata: i lavoratori non abbassano la testa. Siamo tutti con Beppe. Tocca uno, tocca tutti”
Red
