Appello al Parlamento degli operai Gkn e avvocati del lavoro: “Subito una legge contro le delocalizzazioni”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Per una normativa che garantisca subito lavoro e diritti!

Delocalizzare un’azienda in buona salute, trasferirne la produzione all’estero al solo scopo di aumentare il profitto degli azionisti, non costituisce libero esercizio dell’iniziativa economica privata, ma un atto in contrasto con il diritto al lavoro, tutelato dall’art. 4 della Costituzione.

Ciò è tanto meno accettabile se avviene da parte di un’impresa che abbia fruito di interventi pubblici finalizzati alla ristrutturazione o riorganizzazione dell’impresa o al mantenimento dei livelli occupazionali Lo Stato, in adempimento al suo obbligo di garantire l’uguaglianza sostanziale dei lavoratori e delle lavoratrici e proteggerne la dignità, ha il mandato costituzionale di intervenire per arginare tentativi di abuso della libertà economica privata (art. 41, Cost.).

Alla luce di questo, i licenziamenti annunciati da GKN si pongono già oggi fuori dall’ordinamento e in contrasto con l’ordine costituzionale e con la nozione di lavoro e di iniziativa economica delineati dalla Costituzione.

Tale palese violazione dei principi dell’ordinamento, impone che vengano approntati appositi strumenti normativi per rendere effettiva la tutela dei diritti in gioco.

Per questo motivo è necessaria una normativa che contrasti lo smantellamento del tessuto produttivo, assicuri la continuità occupazionale e sanzioni compiutamente i comportamenti illeciti delle imprese, in particolare di quelle che hanno fruito di agevolazioni economiche pubbliche.

Tale normativa deve essere efficace e non limitarsi ad una mera dichiarazione di intenti.
Per questo motivo riteniamo insufficienti e non condivisibili le bozze di decreto governativo che sono state rese pubbliche: esse non contrastano con efficacia i fenomeni di delocalizzazione, sono prive di apparato sanzionatorio, non garantiscono i posti di lavoro e la continuità produttiva di aziende sane, non coinvolgono i lavoratori e le lavoratrici e le loro rappresentanze sindacali.

Riteniamo che una norma che sia finalizzata a contrastare lo smantellamento del tessuto produttivo e a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali non possa prescindere dai seguenti, irrinunciabili, principi.

1 – A fronte di condizioni oggettive e controllabili l’autorità pubblica deve essere legittimata a non autorizzare l’avvio della procedura di licenziamento collettivo da parte delle imprese.


2- L’impresa che intenda chiudere un sito produttivo deve informare preventivamente l’autorità pubblica e le rappresentanze dei lavoratori presenti in azienda e nelle eventuali aziende dell’indotto, nonché le rispettive organizzazioni sindacali e quelle più rappresentative di settore.


3 – L’informazione deve permettere un controllo sulla reale situazione patrimoniale ed economico-finanziaria dell’azienda, al fine di valutare la possibilità di una soluzione alternativa alla chiusura.

4 – La soluzione alternativa viene definita in un Piano che garantisca la continuità dell’attività produttiva e dell’occupazione di tutti i lavoratori coinvolti presso quell’azienda, compresi i lavoratori eventualmente occupati nell’indotto e nelle attività esternalizzate.

5 – Il Piano viene approvato dall’autorità pubblica, con il parere positivo vincolante della maggioranza dei lavoratori coinvolti, espressa attraverso le proprie rappresentanze. L’autorità pubblica garantisce e controlla il rispetto del Piano da parte dell’impresa.

6 – Nessuna procedura di licenziamento può essere avviata prima dell’attuazione del Piano.


7- L’eventuale cessione dell’azienda deve prevedere un diritto di prelazione da parte dello Stato e di cooperative di lavoratori impiegati presso l’azienda anche con il supporto economico, incentivi ed agevolazioni da parte dello Stato e delle istituzioni locali. In tutte le ipotesi di cessione deve essere garantita la continuità produttiva dell’azienda, la piena occupazione di lavoratrici e lavoratori e il mantenimento dei trattamenti economico-normativi. Nelle ipotesi in cui le cessioni non siano a favore dello Stato o della cooperativa deve essere previsto un controllo pubblico sulla solvibilità dei cessionari


8- Il mancato rispetto da parte dell’azienda delle procedure sopra descritte comporta l’illegittimità dei licenziamenti ed integra un’ipotesi di condotta antisindacale ai sensi dell’art. 28 l. 300/1970

Riteniamo che una normativa fondata su questi otto punti e sull’individuazione di procedure oggettive costituisca l’unico modo per dare attuazione ai principi costituzionali e non contrasti con l’ordinamento europeo.

Come espressamente riconosciuto dalla Corte di Giustizia (C-201/2015 del 21.12.2016) infatti la “circostanza che uno Stato membro preveda, nella sua legislazione nazionale, che i piani di licenziamento collettivo debbano, prima di qualsiasi attuazione, essere notificati ad un’autorità nazionale, la quale è dotata di poteri di controllo che le consentono, in determinate circostanze, di opporsi ad un piano siffatto per motivi attinenti alla protezione dei lavoratori e dell’occupazione, non può essere considerata contraria alla libertà di stabilimento garantita dall’articolo 49 TFUE né alla libertà d’impresa sancita dall’articolo 16 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE”

Riteniamo altresì che essa costituisca un primo passo per la ricostruzione di un sistema di garanzie e di diritti che restituisca centralità al lavoro e dignità alle lavoratrici e ai lavoratori.

Per permettere una ponderata valutazione degli interessi incisi dal testo dell’atto legislativo in cantiere riteniamo necessaria ed immediata una sospensione da parte del Governo delle procedure di licenziamento ex l. 223/91 ad oggi avviate dalle imprese.

Documento redatto da
Massimo Capialbi
Danilo Conte
Giulia Frosecchi
Francesca Maffei
Giovanni Orlandini
Pier Luigi Panici
Marzia Pirone
Paolo Solimeno
Silvia Ventura

Approvato dall’assemblea permanente delle lavoratrici e dei lavoratori Gkn

Primi firmatari


Adriano Scanga, Torino -Avvocato, Telefono Rosso Potere Al Popolo
Marco Tufo, Grosseto- Ordine Degli Avvocati Di Grosseto
Silvia Borelli, Ferrara- Università Di Ferrara
Giovanni Calvellini
Angela Rauseo, Bologna- Consulente Del Lavoro
Andrea Ranfagni, Firrnze
Giovanni Ventura, Trieste
Enrico Buono, Napoli
Elisena Iannuzzelli, Napoli
Enrico Buono, Napoli
Elisena Iannuzzelli, Napoli
Madia D’onghia, Fasano
Giuliana Quattromini, Napoli -Avvocata, Comma2 Lavoro È Dignità
Madia D’onghia, Fasano
Emilio Sirianni , Cosenza
Antonio Loffredo, Firenze -Università Di Siena
Marina Capponi, Firenze – Libera Professionista
Enzo Martino, Torino- Comma2
Anna Silvana Lamacchia, Torino -Comma2 – Lavoro È Dignità
Riccardo Tonelli, Ferrara- Università Di Ferrara
Alberto Piccinini, Bologna- Comma2
Gianluca Vitale, Torino
Francesco Andretta, Napoli -Comma2
Silvia Balestro, Milano
Bartolo Mancuso, Roma -Comma 2
Andrea Guazzarotti, Padova- Università Di Ferrara
Mario Fezzi, Milano
Gionata Cavallini, Milano
Monica Rota, Milano- Comma 2
Emilia Recchi, Roma
Elena Poli, Torino -Comma2
Palma Balsamo, Catania -Comma 2
Stefania Mangione, Bologna -Comma2
Andrea Stramaccia, Firenze -Comma 2
Giacomo Summa, Roma
Giovanni Battista Mascheretti, Bergamo -Associazione Comma 2
Maria Gabriella Del Rosso, Firenze- Comma 2
Olivia Bonardi, Milano -Università Degli Studi Di Milano
Enrica Mangia, Milano -Comma 2 Lavoro È Dignità
Francesco Montorio, Lesmo
Mara Parpaglioni, Roma
Massimiliano Del Vecchio, Taranto- Comma2
Giovanni Marcucci, Milano- Comma 2
Giulia Druetta, Torino
Donata Gottardi, Verona- Università Di Verona
Rita Mazzanti, Ferrara- Comma2 – Lavoro È Dignità
Simona Peluso, Torino
Lamine Auriane, Brussels- Université Catholique De Louvain
Fulvio Perini, Villar Dora- Associazione Volere La Luna
Boris Infantino, Piacenza- Comma 2 Lavoro È Dignità
Massimo Padovani, Asti- Comma 2
Paolo Pini, Ferrara -Unife
Sofia Ciuffoletti, Fiesole Unifi- Centro Interuniversitario Adir
Mauro Tagliabue, Milano- Comma2 Lavoro È Dignità
Gabriella Vanzetti, Alba -Comma 2
Riccardo Elia, Milano- Comma2
Francesco Pizzuti, Bologna Comma2

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest