Tragedia al presidio Lsu, perché protestavano i lavoratori socialmente dimenticati

I contratti di appalto per la pulizia delle scuole sono scaduti e molti rischiano il licenziamento. L’assunzione diretta negli organici scolastici, oltre a dare un futuro certo a migliaia di famiglie, determinerebbe un risparmio di circa 60 milioni di euro annui per le casse statali

Morti e feriti oggi al presidio indetto dai lavoratori socialmente utili davanti alla sede distaccata del ministero dell’istruzione Napoli, contro il quale si è scagliato un’auto pirata. Un’autovettura, poi fuggita, ha forzato il blocco dei lavoratori in strada scaraventandone a terra due, portati poi all’ospedale con numerosi traumi. Un altro lavoratore, un 62enne di Pozzuoli, ha provato a rincorrere il mezzo accusando un malore e accasciandosi a terra. Il 62enne è morto per infarto, una volta arrivato in ospedale. I lavoratori addetti alle pulizie scolastiche erano sotto manifestavano per sollecitare ancora una volta la partenza del piano di investimenti e di attività annunciato per il 2017 ma fermo al palo. Risorse che consentirebbero di dare respiro a lavoratori che da mesi si dibattono tra cassa integrazione e disagi occupazionali di ogni tipo. Sono 24 mila i precari in Italia che svolgono le attività socialmente utili, 3180 in Campania, 2402 tra le province di Napoli e Salerno e 778 tra Caserta, Avellino e Benevento. Lavorano per conto di varie ditte (Sogea, Manitalidea, Derichebourg multiservizi, Termoraggi global service, Manutencoop 2000 riunite nei consorzi Cns, Manital, Ciclat, Miles sulla base di una convenzione con Consip, la società del Ministero dell’Economia nata per razionalizzare gli appalti nella pubblica amministrazione. Percepiscono meno di 800 euro al mese. I contratti di appalto per la pulizia delle scuole sono scaduti e molti lavoratori rischiano il licenziamento. E’ necessario, urgente individuare una soluzione adeguata, chiudendo definitivamente con il sistema degli appalti privati, attuando l’internalizzazione del servizio pulizia nelle scuole e inserendo i lavoratori ex Lsu nelle graduatorie Ata. L’assunzione diretta di questi lavoratori negli organici scolastici, oltre a dare un futuro certo a migliaia di famiglie, determinerebbe un risparmio di circa 60 milioni di euro annui per le casse statali. L’internalizzazione del servizio ridarebbe dignità ai lavoratori e garantirebbe un eccellente servizio di pulizia nelle scuole.

Ciro Crescentini

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest