Dalla tragedia di Amendolara alle lotte sindacali, un approfondimento sulle condizioni di vita e di lavoro dei migranti impiegati nell’agricoltura del Mezzogiorno
Il caporalato non è un fenomeno relegato alla storia delle campagne italiane. È una realtà ancora profondamente radicata nel sistema produttivo agricolo, soprattutto nel Sud Italia, dove migliaia di lavoratori, in gran parte migranti, continuano a vivere e lavorare in condizioni di sfruttamento, precarietà e marginalità sociale.
La recente tragedia avvenuta ad Amendolara, in Calabria, ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica una questione che troppo spesso viene rimossa o affrontata soltanto in occasione di eventi drammatici. Dietro ogni incidente, ogni morte sul lavoro e ogni insediamento precario si nasconde un sistema che continua a prosperare sulla vulnerabilità economica e sociale di chi raccoglie i prodotti che arrivano quotidianamente sulle nostre tavole.
Per mantenere alta l’attenzione su questo fenomeno e promuovere una riflessione pubblica sulle sue cause e sulle possibili soluzioni, l’11 giugno alle ore 16.00, presso l’Aula Lingue del Dipartimento di Agraria dell’Università di Portici, si terrà l’incontro “Oltre il Caporalato. Testimonianze e lotte sindacali”.
L’iniziativa vedrà la partecipazione di figure impegnate da anni sul fronte dei diritti dei lavoratori migranti e delle vertenze sociali nei territori più colpiti dal fenomeno.
Interverrà Djihene Grada, mediatrice culturale e attivista impegnata nell’accompagnamento e nel sostegno delle comunità migranti, portando una testimonianza diretta sulle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri.
Parteciperà inoltre Domenico Cordone, attivista della Casa del Popolo Raffaele Perna di Napoli Est, realtà che opera sul territorio attraverso iniziative di solidarietà, organizzazione sociale e tutela dei diritti.
A offrire un contributo di analisi e approfondimento sarà Francesco Caruso, docente universitario e ricercatore politico-sociale, da anni impegnato nello studio delle trasformazioni del lavoro, dei movimenti sociali e delle dinamiche di esclusione che attraversano le aree più fragili del Paese.
L’incontro si propone di superare una lettura esclusivamente emergenziale del caporalato, affrontandolo come fenomeno strutturale legato all’organizzazione del mercato del lavoro agricolo, alle disuguaglianze sociali e alle trasformazioni delle filiere produttive.
In un contesto in cui lo sfruttamento continua a rappresentare una componente nascosta ma essenziale di alcuni segmenti dell’economia agricola, il confronto tra ricerca, testimonianza diretta e azione sindacale può contribuire a costruire maggiore consapevolezza pubblica e a rafforzare le iniziative di contrasto.
L’evento è promosso dal Collettivo Agrario “Tagari” in collaborazione con associazioni e realtà sindacali impegnate nella difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, con l’obiettivo di tenere viva l’attenzione su una delle questioni sociali più urgenti del nostro tempo.
Perché il caporalato non appartiene al passato: continua a interrogare il presente e a chiamare in causa le responsabilità dell’intera società.
