Corteo militante attraversa la città: “Non siamo neutrali, siamo dalla parte degli oppressi”
Oggi Torre del Greco non è rimasta in silenzio. Un corteo promosso dal Coordinamento Pro-Palestina ha attraversato le strade della città per gridare solidarietà a un popolo martoriato da decenni di occupazione, apartheid e pulizia etnica. Un corteo determinato, rumoroso, visibile: la risposta popolare di chi rifiuta di essere complice del genocidio in corso a Gaza.

Dalla Nakba del 1948 ad oggi, la storia del popolo palestinese è una lunga ferita ancora aperta: deportazioni, terre rubate, villaggi rasi al suolo, vite spezzate. Una strategia sistematica di annientamento portata avanti da Israele, con la complicità di gran parte dell’Occidente, che continua a fornire armi e sostegno politico a uno Stato accusato – anche dall’ONU – di crimini contro l’umanità.
L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, firmato dalla relatrice speciale Francesca Albanese, parla chiaro: quanto sta accadendo a Gaza è genocidio secondo il diritto internazionale. Eppure, mentre si contano oltre 377 mila palestinesi uccisi, tra cui decine di migliaia di bambini, la narrazione dominante continua a distorcere, giustificare, minimizzare. I dati – anche quelli diffusi dal Harvard Dataverse – vengono screditati, la verità dei palestinesi viene costantemente messa in discussione.
Nel corteo di oggi, invece, quella verità ha trovato voce: tra cori, interventi al megafono, cartelli e testimonianze, Torre del Greco ha scelto da che parte stare. “Non possiamo più accettare il massacro come normalità”, hanno gridato i manifestanti. “Chi tace, è complice. E noi complici non vogliamo essere”

Il corteo si è concluso davanti alla scalinata simbolo della solidarietà torrese, illuminata da mesi dai colori della resistenza palestinese. Qui, tra preghiere, canti e slogan, il popolo di Torre del Grego ha ribadito il suo impegno: non voltarsi dall’altra parte.
«Siamo qui per rompere l’assordante silenzio europeo, per dire che l’impunità di Israele deve finire, che la Palestina libera è un dovere di giustizia e dignità», hanno dichiarato i promotori. «Torre del Greco ha camminato, gridato, pianto. Ma soprattutto ha resistito. E continuerà a farlo».
Quella di oggi non è stata solo una manifestazione: è stata un atto politico, collettivo, umano. Una scelta di campo. Perché quando un popolo viene sterminato, il silenzio non è neutralità: è alleanza con l’oppressore.
Alma
