Arenile conteso a Napoli, il Consiglio di Stato ordina la liberazione dell’arenile. Esposto di Mare Libero. Attesa per le gare sulle concessioni
All’ingresso del Bagno Elena, storico stabilimento balneare di Posillipo, si è tenuto questa mattina un sit-in promosso dagli attivisti dell’associazione Mare Libero. Con cartelli e volantini, i manifestanti hanno denunciato l’occupazione abusiva di suolo demaniale, formalizzando un esposto alle autorità competenti.
Al centro della protesta, l’intricata vicenda legata alla gestione della spiaggia: il Consiglio di Stato, con una recente sentenza, ha intimato al gestore dello stabilimento di rilasciare l’intero arenile. Tuttavia, ad oggi è stata liberata solo la porzione che si affaccia sull’attività commerciale di un ristorante della zona, il cui titolare ha vinto il ricorso.
Il Bagno Elena, con i suoi 180 anni di storia e una quarantina di dipendenti, resta così sospeso tra il passato glorioso e un presente segnato da incertezze normative e battaglie legali. “Mi auguro che nei prossimi giorni venga finalmente bandita la gara per l’assegnazione delle concessioni”, ha dichiarato il titolare dello stabilimento, visibilmente provato da quella che definisce “una vicenda ingarbugliatissima”.
A fare da sfondo, le ombre lunghe della direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali, le proroghe che si sono susseguite nel tempo, le gare ancora da indire e un contenzioso crescente tra enti pubblici, gestori privati e cittadini. Un mosaico complesso, che in piena estate – tra temperature da record e spiagge affollate – riaccende il dibattito sull’accesso libero al mare e sulla gestione delle coste italiane.
Nel frattempo, la stagione balneare corre, mentre il nodo delle concessioni resta stretto. Tra interessi economici e diritti collettivi, la spiaggia di Posillipo si fa ancora una volta simbolo di una questione irrisolta.
Red
