Torre Annunziata, operaio morto per amianto: il Tribunale condanna l’Inail e riconosce l’indennizzo alla famiglia

L’uomo aveva lavorato alla scoibentazione delle carrozze ferroviarie

L’operaio di Torre Annunziata Giovanni Panariello morto nel 2017 per mesotelioma, era stato esposto all’amianto per 666 settimane, dal febbraio 1978 al settembre 1991. È quanto aveva certificato l’INPS relativamente al suo fascicolo.

Il Tribunale di Velletri ha condannato l’Inail a riconoscere l’indennizzo da malattia professionale agli eredi di Panariello. Alla vedova saranno versati 110mila euro di arretrati, compreso il fondo vittime amianto, e una rendita mensile di circa duemila euro. Lo rende noto l’Osservatorio Nazionale Amianto.

Panariello aveva svolto, tra le altre, attività di commercio e pulizia dei materiali di scarto tra cui la scoibentazione dell’amianto presente nelle carrozze ferroviarie. Ma si è dovuta attendere la pronuncia del Tribunale, perché l’Inail, pur riconoscendo la malattia professionale, contestava l’esposizione all’asbesto e il nesso causale stesso tra amianto e decesso. Ciò nonostante la relazione dell’Inps e il collocamento in pensione dell’operaio nel 2010, usufruendo dei benefici previdenziali di legge per esposizione all’amianto, certificata appunto dall’istituto di previdenza. 

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