Le armi erano detenute illegalmente nella sua abitazione sotto un letto, lo ha scoperto la polizia nel corso di una ispezione.

NAPOLI – In camera da letto Giulio Murolo aveva un fucile mitragliatore AK 47 Kalashnikov con matricola abrasa illegalmente detenuto due machete e varie munizioni. Lo hanno scoperto i poliziotti nel corso di una ispezione nella casa dell’uomo che ieri, a Secondigliano, ha ucciso quattro persone. Un ritrovamento per il quale l’uomo, oltre ai reati già contestati, duplice omicidio volontario, strage, resistenza a pubblico ufficiale e spari in luogo pubblico, è stato denunciato anche per il reato di detenzione illegale di arma clandestina e ricettazione.

LE PRIME RICOSTRUZIONI

Avrebbe sparato con una pistola e un fucile calibro 12, armi regolarmente detenute ad uso sportivo. Questo uno dei primi dati emersi dalle indagini sulla strage compiuta dall’infermiere Giulio Murolo ieri a Miano. A cadere sono stati il fratello e la cognata dell’uomo per una lite per la biancheria da stendere e poi altre due persone. Sei i feriti. Proseguono i sopralluoghi della scientifica nel cortile, nel ballatoio delle abitazioni di via Napoli, dove risiedeva la coppia uccisa, in un appartamento attiguo e anche per strada. Si è appreso che una delle vittime, Luigi Cantone, 59 anni, colpito mentre era in strada su uno scooter era cuoco in un convitto della zona e ieri aveva preso il mezzo a due ruote per andare a lavoro perché c’era lo sciopero del trasporto pubblico. Tra i feriti quello più grave è il vigile urbano, Vincenzo Cinque, colpito al collo e al torace. Gli altri sono i poliziotti Cristoforo Cozzolino e Umberto De Falco, il carabiniere Luigi Christian Infante e due passanti, Salvatore Michele Varriale e Luigi Capasso. Intanto, primo giorno di lutto cittadino a Napoli. Il cordoglio della città andrà avanti fino ai funerali delle vittime, presumibilmente a metà settimana, dopo gli esami autoptici.

 

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