Emessa nei confronti dell’infermiere killer una ordinanza di custodia in carcere. Durante l’udienza si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il legale: “E’ sotto choc”

NAPOLI – Il gip Maria Vittoria Foschini, a conclusione della breve udienza di convalida ha convalidato l’arresto in flagranza dell’autore della strage di Miano ed ha emesso nei suoi confronti una ordinanza di custodia in carcere, mettendo in evidenza la pericolosità sociale di Giulio Murolo. L’infermiere si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ detenuto da solo in una cella, dove viene sorvegliato costantemente anche per evitare gesti autolesionistici. Il difensore Carlo Bianco sottolinea che l’assistito ”E’ rammaricato, addolorato, pentito. Chiede perdono ai familiari e ai parenti delle altre vittime”. Secondo lui Murolo è “sotto choc, poco alla volta sta realizzando la gravità del suo gesto”.

 

LA POLIZIA: “NESSUN RESIDENTE HA SPARATO” – Nel quartiere si era diffusa la voce che a rispondere al fuoco dell’infermiere fosse stato anche qualche residente, oltre alle forze dell’ordine, in quell’ora e mezza di follia. Ipotesi rafforzata dal ritrovamento di bossoli di diversa tipologia sul luogo della sparatoria. Invece oggi il capo della Squadra Mobile Fausto Lamparelli ha precisato che sono state le divise a sparare contro Murolo. La circostanza è emersa dai rilievi eseguiti dalla Polizia Scientifica.

 

IL KALASHNIKOV DI MUROLO – Gli investigatori stanno cercando di scoprire dove Giulio Murolo abbia acquistato il kalashnikov nascosto sotto il suo letto e ritrovato durante una perquisizione. Non si esclude che possa averla acquistata grazie a contatti con malavitosi. A queste informazioni si potrebbe risalire recuperando i numeri di matricola dell’arma.

 

IL TERRORE CORRE SUL FILO – Sono state tre le telefonate che l’infermiere ha fatto al 113. Dopo la prima, per due volte, ha richiamato e si è fatto passare il primo poliziotto che già nel primo colloquio è riuscito ad instaurare con lui un rapporto di fiducia. Un lavoro delicato per cui l’operatore del 113 è stato elogiato dai superiori. Perché è stato lui a convincerlo ad arrendersi e a consegnarsi alle forze dell’ordine.

 

FUNERALI VITTIME – Si svolgeranno domani, martedì 19 maggio, i funerali di due delle quattro vittime della strage. Alle 10.30, presso la parrocchia Sant’Antonio da Padova nel quartiere Secondigliano, si celebreranno quelli di Francesco Bruner, il 50enne capitano della polizia municipale che, nel tentativo di calmare Murolo, suo vicino di casa, è stato freddato con alcuni proiettili del fucile a pompa imbracciato dall’infermiere-killer. La salma sarà prima trasferita, per volere di familiari e parenti, presso il comando dei vigili urbani in via De Giaxa.
Nel pomeriggio, alle 16.30, si svolgeranno invece le esequie di Luigi Cantone, il 56enne cuoco raggiunto dal fuoco mentre, in sella a uno scooter, stava facendo ritorno a casa dopo il lavoro.
La cerimonia religiosa sarà officiata ad Arzano, nella chiesa di Sant’Agrippino.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest