Sesso in cambio di esami, sospeso prof di giurisprudenza Federico II

Per Angelo Scala, docente di procedura civile anche alla Giustino Fortunato di Benevento, misura cautelare interdittiva di 9 mesi. Le accuse: induzione indebita a dare o promettere utilità e falsità ideologica. Indagati anche alcuni studenti

Le ipotesi di reato contestate sono induzione indebita a dare o promettere utilità e falsità ideologica. Prestazioni sessuali in cambio di esami è l’accusa costata la sospensione del pubblico ufficio di docente universitario – per 9 mesi – ad Angelo Scala, titolare della cattedra di Diritto processuale civile alla Federico II di Napoli e alla Giustino Fortunato di Benevento. La misura cautelare interdittiva è stata eseguita dalla guardia di finanza, contestualmente ad un decreto di perquisizione e sequestro, adottato dalla Procura di Napoli, nell’ambito dell’inchiesta condotta dai pm Henry John Woodcock e Francesco Raffaele. Secondo l’ordinanza, non si sarebbe trattato di condotte episodiche, per il 51enne professore. Scala, poi dimessosi dagli incarichi, avrebbe organizzato incontri con alcuni studenti, uomini e donne, che avrebbero accettato uno scambio di prestazioni sessuali per il superamento dell’esame, in diritto processuale civile ed altre materie. Il docente, infatti, avrebbe promesso agli studenti di entrambi gli atenei- secondo gli inquirenti – di intercedere con altri titolari di cattedra. I fatti sono accaduti tra la primavera del 2019 e i primi mesi del 2020. Voci al riguardo già ne circolavano nel dipartimento, ma non ne sarebbero stati consapevoli i vertici dell’ateneo federiciano. I giovani universitari coinvolti, in ogni caso, sarebbero stati pienamente consenzienti: nessuna ipotesi di violenza sessuale viene configurata dai magistrati. Anzi, alcuni sono indagati, a loro, volta, per concorso in induzione. Per altri, invece, si profila la posizione di parte offesa. Alcuni ragazzi contattati dal professore, tuttavia, si sarebbero rifiutati di aderire alle richieste. Molti studenti sono stati già interrogati, come lo stesso Scala, che ha fornito la sua versione, assistito dal penalista Claudio Botti. A questo punto, non si esclude che gli esami sostenuti potrebbero essere ritenuti nulli: se fossero confermate le accuse, la relativa “camicia” sarebbe un falso.  L’inchiesta è partita da elementi emersi durante un’altra indagine. Per raccogliere gli indizi, i pm si sono serviti di intercettazioni, servizi di controllo delle persone, acquisizioni di documentazione.

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