Macchia nera in mare a Castel Volturno, indagine della Procura

Il Sindaco Petrella accusa industrie. “Non c’entrano allevatori bufalini”

La foto dell’enorme chiazza nera che si diffonde a macchia d’olio lungo le acque della foce dell’Agnena, tra Castel Volturno e Mondragone, ha prodotto un’ondata di indignazione sui social e attivato la magistratura. Un’indagine per inquinamento ambientale è stata aperta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.  Gli inquirenti attendono l’esito delle analisi effettuate dai tecnici Arpac sui campioni d’acqua prelevati ieri sera, ma intanto stanno verificando tramite la Capitaneria di Porto di Castel Volturno, delegata alle indagini, l’origine dello sversamento. Oggi l’area è stata sorvolata con i droni, ma non sarebbe stato individuato alcun punto lungo il corso del canale da cui avrebbe avuto origine lo scolo illegale. L’Agnena parte dalla zona di Caiazzo, nell’Alto-Casertano, attraversando per decine di chilometri tutta la pianura campana per sfociare nei pressi di Castel Volturno, a non molti chilometri dall’inquinata foce del fiume Volturno e dei Regi Lagni. Ha le idee chiare il sindaco di Castel Volturno Luigi Petrella, certo che si tratti “dell’ennesimo sversamento illecito che colpisce Castel Volturno, provocato da qualche attività industriale o manifatturiera. Vanno messi in galera gli eventuali responsabili, perché sono criminali che danneggiano l’ambiente e l’economia di un territorio già molto provato per l’emergenza Coronavirus. Lo Stato deve intervenire con decisione“. Petrella respinge anche le accuse a carico dei tanti allevamenti bufalini o caseifici presenti in zona. “Queste attività – spiega Petrella – non hanno nulla a che vedere con la macchia nera; si tratta di attività che hanno continuato ad operare anche durante il lockdown, e non hanno creato alcun problema. Stesso discorso per le abitazioni private”.

Intanto, i consiglieri comunali napoletani dei Verdi Stefano Buono e Marco Gaudini chiedono a Regione e Ministero di intervenire subito per individuare i responsabili. “Abbiamo scritto una lettera al ministro dell’Ambiente Costa, al presidente della Regione De Luca e al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri affinché l’individuazione dei responsabili sia immediata – dicono -. Questo è il momento migliore per farlo: basta escludere le attività produttive che non si sono mai fermate e quelle che ancora devono riprendere, i controlli vanno effettuati tra coloro che hanno riaperto nei giorni scorsi. Una possibilità di ausilio per le indagini può venire dall’utilizzo di droni, in grado di sorvolare la zona e ricostruire il percorso degli sversamenti”.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest